Associazione Metrogenova: «”Prendete i mezzi!”… e poi aspettate: il paradosso del trasporto pubblico genovese in una domenica di quasi estate»

Il racconto di una giornata tra treni in ritardo, autobus persi e traffico bloccato solleva l’ennesima denuncia: Genova città turistica, ma con un servizio di trasporto pubblico ancora inefficiente nei giorni festivi

In un post, l’associazione Metrogenova racconta una storia di ordinari disagi festivi a ponente. Doveva essere una tranquilla domenica d’estate, con una sagra sulle alture di Genova raggiunta con mezzi pubblici, secondo il consiglio ormai ricorrente: “Prendete i mezzi!”. Ma il racconto condiviso sui social dall’associazione Metrogenova rivela un quadro tutt’altro che efficiente del sistema di trasporto pubblico cittadino, tra treni in ritardo, autobus introvabili e lunghe attese che hanno trasformato un semplice ritorno in un’odissea urbana.

L’andata si svolge senza intoppi: il regionale da Brignole delle 10:05 parte in orario e consente, con un veloce cambio a Voltri su uno dei rari autobus 97, di arrivare alle alture in appena un’ora e dieci minuti. Una tempistica perfetta per gustarsi la giornata e il pranzo. Ma al ritorno, iniziano i problemi.
Il bus delle 14:25 sfugge, quello successivo è alle 15:55. Si scende a Voltri in auto con altri partecipanti, ma la viabilità è congestionata: il traffico in arrivo dalla Riviera è a passo d’uomo, forse complice un improvviso peggioramento meteo. A quel punto, l’unica speranza resta il treno.
Ma anche qui, la disillusione: il regionale atteso alle 16:41 arriva alle 17:10, stracolmo. Si sceglie di scendere a Pra’ e aspettare il successivo: anche questo è pieno, con una lunga sosta a Sestri e arrivo a Brignole alle 18:30. In tutto, il ritorno dura 2 ore e 35 minuti, contro l’ora e un quarto dell’andata.
La riflessione che ne segue è amara: una città che aspira al turismo non può permettersi simili inefficienze nei giorni festivi. Con l’industria pesante ridotta al minimo e una mobilità sempre più orientata al tempo libero e al turismo, mantenere un divario marcato tra orari feriali e festivi è un’anomalia. A ciò si somma la mancata valorizzazione dell’infrastruttura ferroviaria da parte di Trenitalia, con un utilizzo ben al di sotto del suo potenziale.
Il post chiude con un monito: se si vuole davvero trasformare Genova in una città accogliente e accessibile tutto l’anno, non basta promuovere l’uso dei mezzi pubblici. Serve una revisione profonda dell’offerta, specialmente nei weekend e nei mesi estivi, per evitare che chi segue il consiglio “Prendete i mezzi” si trovi poi a rimpiangere l’auto.
Foto di Jacopo Baccani, presidente associazione Metrogenova
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