Emergenza smog a San Teodoro, valori superiori al rischio sanitario. I cittadini scrivono a Salis e Bucci: «Serve un tavolo di crisi subito»

Cresce la preoccupazione nei quartieri genovesi affacciati sull’area portuale per la qualità dell’aria sempre più critica, aggravata in questi giorni da picchi di biossido di azoto (NO₂) ben oltre le soglie di sicurezza. A lanciare l’allarme è la Rete delle associazioni di San Teodoro

L’associazione ha indirizzato una lettera aperta alla neoeletta sindaca Silvia Salis e al presidente della Regione Liguria Marco Bucci, chiedendo un immediato cambio di passo.

Nel documento, firmato da Roberto Caristi per conto della Rete, si ripercorrono due anni di mobilitazione dal basso contro l’inquinamento causato dai fumi delle navi – SOx, NOx e PM2,5 – che affligge in particolare San Teodoro, Sampierdarena, Oregina e Lagaccio. I cittadini, riuniti in assemblee e raccolte firme, denunciano un quadro allarmante: “Abbiamo ricevuto ascolto dalla Capitaneria di Porto e dal Garante regionale della Salute, ma Comune e Regione non hanno messo in campo azioni concrete”.
Valori oltre soglia e rischio sanitario
Secondo i dati di ARPAL, lo scorso 30 maggio la centralina di via Bari ha registrato una media giornaliera di 67 µg/m³ di NO₂, quasi il triplo rispetto alla soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (25 µg/m³). In alcune ore si sono toccati anche 118 µg/m³, valori giudicati pericolosi per bambini, anziani e soggetti con fragilità respiratorie. Il fenomeno, evidenziano i cittadini, rischia di peggiorare ulteriormente con l’arrivo dell’estate, complice l’aumento del traffico navale e le inversioni termiche notturne che trattengono gli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera.
La proposta: un tavolo di crisi e un “Patto per Genova”
A fronte di questi dati, la Rete chiede la convocazione urgente di un tavolo di crisi che riunisca enti locali, autorità sanitarie, Capitaneria di Porto e associazioni cittadine, con l’obiettivo di adottare contromisure efficaci nell’immediato e avviare un percorso verso una soluzione strutturale. Tra le prime proposte in agenda, la sottoscrizione di un “Patto per Genova” che impegni la città a non superare, entro il 2025, il limite di 50 µg/m³ di NO₂ in nessun giorno dell’anno.
“Non neghiamo l’importanza del porto per l’economia e l’occupazione – si legge nella lettera – ma è necessario che Genova diventi un modello di convivenza tra attività portuali e salute pubblica”.
La palla ora passa alle istituzioni
Con la nuova amministrazione comunale insediata da poco, i firmatari della lettera auspicano che Silvia Salis voglia raccogliere la sfida come uno dei primi atti del suo mandato. Al presidente Bucci, invece, si chiede un segnale concreto dopo anni di interlocuzioni ritenute insufficienti: “Serve coraggio istituzionale per fermare un degrado ambientale che si traduce in un’emergenza sanitaria”.
Il futuro della qualità dell’aria a Genova si gioca ora sulla capacità della politica di dare risposte tempestive a una cittadinanza sempre più consapevole e organizzata.


In copertina: foto del 31 maggio, nell’articolo 2 foto del 1º giugno
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