Artisti di strada per il “sì” ai referendum con Cgil e Spi – VIDEO

Musica dal vivo, performance artistiche e momenti di riflessione si sono intrecciati per dare voce ai temi dei cinque quesiti referendari che puntano a cambiare le regole su licenziamenti, precarietà, appalti e diritto alla cittadinanza. Un pomeriggio di festa, ma anche di impegno, dove le melodie hanno accompagnato parole di giustizia sociale e diritti sul lavoro

Un pomeriggio di arte, musica e consapevolezza civile ha animato oggi via San Lorenzo, nel cuore del centro storico di Genova, grazie all’iniziativa promossa dalla Cgil Genova e dallo Spi Cgil in collaborazione con numerosi artisti di strada locali. L’evento, dal titolo “Gli artisti genovesi per i 5 sì”, si è svolto dalle 15 alle 18 con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza in vista del voto referendario dell’8 e 9 giugno.

«Abbiamo scelto l’arte come veicolo di partecipazione perché crediamo che cultura e diritti siano due pilastri di una società più equa – ha dichiarato Igor Magni, segretario generale della Camera del Lavoro di Genova –. I referendum rappresentano un’occasione per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone». Presente anche Ivana Olivieri, segretaria dello Spi Cgil Genova e Liguria, che ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento attivo dei cittadini e della solidarietà intergenerazionale.
Tanti gli artisti che si sono alternati sul palco all’aperto: tra loro Giulia Spanó, Tatiana Zakharova, Dea Delogu, Paolo Gerbella, Frank Maiello, Luca Sheitan, Francesca Rota, Nart, Hermès Rendinà, Anna Bottardi, Viola Krainz, Dario Ianni, Federica Trovato, Stelian Stingaciu e Davide Stingaciu. Le loro esibizioni hanno reso la giornata un’occasione speciale per unire bellezza e consapevolezza.
L’iniziativa fa parte del più ampio calendario di eventi promossi in città per informare e motivare al voto. «Attraverso la musica vogliamo parlare di sicurezza, dignità e diritti – ha commentato una delle performer –. Perché il lavoro non deve mai fare paura».
Un pomeriggio che ha unito generazioni e sensibilità diverse sotto il segno dell’arte e della partecipazione, confermando che anche una canzone può diventare un atto politico.
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