Intervista a Emilio Robotti (AVS): «La Genova che vorrei è per bambini, anziani e famiglie. Una città che cura e include»

Avvocato e attivista, Emilio Robotti è candidato al Consiglio comunale per Alleanza Verdi e Sinistra nella coalizione a sostegno di Silvia Salis. Il suo programma, ricco di proposte sociali e ambientali, disegna un’idea di città radicalmente diversa: più equa, più verde, più vicina ai bisogni reali delle persone. In questa intervista spiega la Genova che sogna e per cui si batte

Robotti, nei suoi interventi parla spesso di una “Genova a misura di bambini e bambine”. Da dove nasce questa visione?
Nasce da una convinzione semplice ma fondamentale: se una città è accogliente per un bambino, lo sarà per tutti. I bambini sono il nostro bene più prezioso, ma Genova oggi non è una città pensata per loro. Mancano posti negli asili nido, spazi per giocare, aree verdi, ombra contro il caldo crescente. Vorrei che potessimo camminare per strada senza paura, attraversare sulle strisce in sicurezza, avere scuole belle e sicure. È da qui che si costruisce il futuro.

Parla anche molto di sicurezza, ma in un modo diverso rispetto al discorso dominante. Cosa intende?
Intendo una sicurezza che parte dalla cura. Dalla presenza capillare dei servizi sul territorio, da un welfare che sostiene davvero le persone, dalla manutenzione dell’ambiente urbano. Se le strade sono pulite, ben illuminate, se c’è attenzione ai fragili e spazi pubblici ben tenuti, allora si crea un presidio sociale. Il crimine si combatte anche così, non solo con le telecamere.
Nel suo programma c’è molta attenzione all’ambiente. Che tipo di politiche immagina per Genova?
Dobbiamo smettere di rincorrere grandi opere inutili e inquinanti e puntare su una rigenerazione urbana diffusa. Genova ha tanti spazi abbandonati che possono rinascere. Penso a un grande piano per il fotovoltaico sui tetti: secondo uno studio dell’Università potremmo produrre fino a 1800 megawatt. È energia pulita, a basso costo per i cittadini. Ma manca la volontà politica perché non è un affare per i soliti noti.
E sul piano sociale
Vorrei una città che includa e non escluda. Dove il diritto alla casa sia garantito, dove il lavoro sia sicuro e dignitoso, dove nessuno debba scegliere tra pagare l’affitto o mangiare. Serve un fondo morosità adeguato, un vero piano per utilizzare il patrimonio pubblico inutilizzato, progetti di cohousing per giovani e anziani. E poi occorre una cultura che parta dalla scuola e dai quartieri, non solo da grandi eventi sponsorizzati.
Ha parlato anche di “partecipazione vera”, non solo a parole. Cosa significa concretamente?
Significa dare voce ai cittadini nelle scelte che li riguardano. Non serve inventare nulla: esempi come quello delle vele di Scampia a Napoli dimostrano che è possibile costruire progetti di rigenerazione urbana dal basso, con la comunità. A Genova spesso si decide tutto dall’alto, ignorando il territorio. Vorrei invece Municipi forti, con risorse vere e potere decisionale. Solo così si può tornare a fidarsi della politica.
C’è spazio per tutto questo nella Genova di oggi?
C’è spazio e bisogno urgente. La mia candidatura nasce da un atto di amore per questa città. Non voglio amministrare il presente, voglio costruire un futuro. Più giusto, più verde, più umano. Insieme, possiamo farlo. Come diciamo spesso: è già domani. E Genova deve essere pronta.
Per consultare il programma completo di Emilio Robotti e della coalizione, è possibile visitare il sito di Sinistra Italiana Genova: sinistraitalianagenova.com.
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