Carenza di personale nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, è sciopero: i sindacati accusano: «Il Comune non rispetta gli accordi»

Preoccupazioni emergono anche per la gestione dei centri estivi. L’amministrazione prevede di garantire il servizio attraverso cooperative esterne, ma Fp Cgil e Uil Fpl avvertono che anche il personale di queste ultime può incorrere in malattie, e che la scelta di affidare i centri estivi a cooperative diverse da quelle attive durante l’anno scolastico mette a rischio la continuità educativa per i minori con disabilità

Lunedì 16 giugno il personale educativo comunale del servizio per i bimbi da zero a sei anni incrocerà le braccia per l’intera giornata. La situazione nelle strutture educative comunali di Genova, dai nidi alle scuole dell’infanzia, continua a preoccupare Fp Cgil e Uil Fpl, che denunciano gravi responsabilità dell’amministrazione comunale. I sindacati intervengono in risposta alle dichiarazioni dell’assessora alla Scuola Francesca Corso, sostenendo che i disservizi registrati in diverse strutture — come Santa Sofia a Borgo Pila e il Nido Lomellini — derivano da una carenza strutturale di personale che non può essere imputata agli operatori e alle operatrici del settore.

Secondo i sindacati, il Comune avrebbe mancato nell’investire adeguatamente per rafforzare la rete educativa pubblica, nonostante promesse e accordi politici già sottoscritti. La problematica si sarebbe aggravata per l’assenza di una pianificazione efficace delle sostituzioni, anche nei casi di lunghe assenze prevedibili come malattie gravi, maternità o congedi previsti dalla legge.
Pur condividendo la scelta politica di mantenere pubblico il servizio educativo, Fp Cgil e Uil Fpl criticano l’assenza di un reale potenziamento delle risorse umane. Una decisione che rischia, secondo le sigle sindacali, di rivelarsi soltanto simbolica, lasciando il personale senza il necessario supporto e le famiglie senza servizi adeguati.
Fp Cgil e Uil Fpl chiedono un piano straordinario di assunzioni per coprire l’organico e garantire un sistema efficace di sostituzioni. Per i sindacati, il diritto all’educazione deve essere garantito in modo continuativo, inclusivo e stabile, senza essere messo in discussione da una gestione emergenziale del personale.
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