Skymetro, sì al progetto dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, ma restano dubbi e critiche

L’annuncio è arrivato a meno di una settimana dalle elezioni comunali, trasformando il via libera tecnico in un atto dall’evidente peso politico. Tuttavia, al di là dell’enfasi celebrativa, restano aperti numerosi interrogativi su sostenibilità, costi e reale efficacia dell’opera. Piciocchi entusiasta. Salis: «Il rischio è che un’opera parziale, non pienamente finanziata, e approvata frettolosamente in piena campagna elettorale, finisca per bloccare alternative meno impattanti e più sostenibili

Il progetto dello Skymetro in Val Bisagno ha ricevuto il via libera dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Un passaggio tecnico rilevante, salutato con entusiasmo dal vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi, che lo definisce una “grande opera sociale” e un “risultato ottenuto con il lavoro di squadra”, sottolineando la sua importanza per la mobilità della vallata, storicamente priva di un sistema di trasporto in sede fissa. «Con il via libera del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici allo Skymetro abbiamo centrato un obiettivo storico che disegna un futuro diverso per la Valbisagno e per Genova – commenta il presidente della Regione Marco Bucci -. Un’opera strategica che risolve decenni di discussioni senza decisioni. Lo abbiamo pensato, progettato, finanziato: è arrivato il tempo di realizzarlo».

Silvia Salis, candidata sindaca del centrosinistra, ha messo in fila le principali criticità che continuano a far discutere la cittadinanza, e che in parte spiegano le posizioni discordanti emerse proprio tra i residenti della Val Bisagno. «C’è grande preoccupazione – ha dichiarato – per un progetto che presenta un buco di finanziamento di 200 milioni su un totale stimato di 585 milioni di euro. Attualmente, le risorse disponibili coprirebbero solo una porzione del tracciato, lasciando irrisolto il problema complessivo della mobilità della vallata».
Non solo. Il tracciato non parte dalla stazione di Brignole – nodo nevralgico del trasporto urbano – ma da una posizione più decentrata, riducendone l’efficacia. A ciò si aggiunge l’abbattimento di una scuola, per cui non è stata ancora individuata un’alternativa concreta, e la previsione di almeno dieci anni di cantieri con pesanti disagi per i residenti.
Il rischio, secondo Salis, è che un’opera parziale, non pienamente finanziata, e approvata frettolosamente in piena campagna elettorale, finisca per bloccare alternative meno impattanti e più sostenibili.
«l blitz su Skymetro è solo propaganda – commentano Simone D’Angelo, segretario metropolitano PD Genova e consigliere regionale e Davide Patrone, capogruppo Pd in consiglio comunale e candidato in Comune a Genova -. Gli ostacoli progettuali restano sul tavolo».
«Il via libera del Consiglio Superiore dei lavori pubblici alla quarta versione del progetto Skymetro non spazza via gli interrogativi su un progetto che non risolverà i problemi di trasporto in Val Bisagno, e che avrà un impatto devastante sulla vallata sia dal punto di vista paesaggistico che sociale – continuano gli esponenti Pd -. A cominciare dal tragitto: doveva costituire il prolungamento della metropolitana di Brignole e arrivare a Prato o almeno a Molassana. E invece collegherà Via Canevari a Ponte Carrega. Doveva avere una capienza pari all’attuale metropolitana, e invece la avrà della metà perché non potranno circolare i treni doppi Doveva costare 398 milioni, e invece costerà 585 milioni. Con gli ultimi 200 ancora da reperire. I lavori dovevano concludersi nel 2029, e invece non finiranno prima del 2033. Infine, per ottenere il via libera dal Ministero delle Infrastrutture, il Comune ha deciso di abbattere la Scuola Firpo-Buonarroti di Via Canevari, senza avere le risorse per costruire un edificio in cui spostare le aule che ospitano 900 studenti. Al di là della propaganda elettorale di queste ore, resta il fatto che nonostante il fiume di denari pubblici disponibili da oltre 3 anni il centrodestra non ha trovato una soluzione al trasporto in Valbisagno. La nostra prima priorità al governo della città sarà approvare un progetto diverso, sostenibile e su rotaia, che risponda alle esigenze della Val Bisagno senza deturparla per sempre».
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La candidata progressista ha inoltre sottolineato l’assenza di un sentimento unanime tra i cittadini: «Non c’è un fronte compatto a favore dello Skymetro. Durante i miei sopralluoghi in Val Bisagno, ho riscontrato posizioni molto diverse e timori diffusi, che vanno ascoltati». Un’osservazione che contrasta con la narrazione dell’attuale amministrazione, che parla di “stragrande maggioranza della popolazione favorevole”.
In questo clima, l’ottimismo istituzionale cozza con le complessità tecniche, economiche e sociali di un’opera ancora tutta da costruire – e finanziare. Se da un lato c’è chi corre ad accreditarsi il merito di un’approvazione, dall’altro emerge con forza la necessità di una riflessione più approfondita e condivisa. Anche perché 200 milioni di euro mancanti non sono solo un dettaglio.


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