Oggi a Genova 

Presunta aggressione squadrista, il sindacalista ritira la denuncia. La Cgil: «Le indagini non si interrompano. Bisogna fare piena luce sulla vicenda»

Bucci: ««È imbarazzante, ma ancora non ci sono certezze, attendiamo l’esito delle indagini della Digos». Cavo: «Mi auguro che quanto accaduto sgombri il 25 Aprile da ogni equivoco, da ogni ipotizzato clima di odio che non sta certamente dalla nostra parte, e non appartiene alla nostra città». Corso: «La sinistra, per muovere i genovesi in piazza, insiste sullo spauracchio del fascismo, quando il fascismo non c’é»

«Il sindacalista della Fillea che ha dichiarato di aver subito una aggressione, pur confermando i fatti, ha ritirato la denuncia scrive, in una nota, la Cgil -. La forte pressione emotiva alla quale si è sentito sottoposto in queste ore lo ha indotto ad arrivare a questa decisione che va rispettata. Tuttavia la Cgil ritiene che non vadano interrotte le indagini che devono far completa luce su quanto accaduto con l’obiettivo di fare chiarezza su un episodio di estrema gravità». Cgil Genova e Liguria hanno espresso «assoluta fiducia negli organismi inquirenti, nella magistratura e nelle istituzioni».

Certamente le indagini proseguiranno perché il reato è perseguibile d’ufficio e la Procura sembra determinata a fare chiarezza su tutta la vicenda.

Fabiano Mura, sindacalista della Fillea Cgil, aveva denunciato di essere stato aggredito, picchiato ed etichettato con epiteti fascisti, ai quali, secondo il suo racconto alla polizia di Stato, aveva fatto seguito il saluto romano da parte dei suoi aggressori. La Cgil aveva comunicato quanto il sindacalista aveva raccontato e aveva organizzato una immediata manifestazione a Sestri Ponente, a cui hanno partecipato diverse associazioni oltre ai partiti progressisti,

«Non commento mai le indagini. Non lo faccio da otto anni e quindi anche in questo caso – ha detto Marco Bucci, presidente della Regione Liguria -. Commenteremo quando avremo certezze, non mi sembra corretto né prendere una posizione né un’altra». Ha spiegato che adesso presto per commentare e che bisogna aspettare di sapere qualcosa di più dalla Digos perché è necessario conoscere la verità prima di commentare. Il presidente della Regione ha proseguito affermando che, al momento, la situazione sembra molto imbarazzante, ma di non voler assolutamente fare commenti, poiché è nel suo stile commentare le cose solo quando si ha la certezza dei fatti. In questo caso, però, ancora non c’è certezza. «È imbarazzante, ma ancora non c’è la certezza» ha aggiunto.

«Da cronista ancora prima che da politica avevo provato amarezza e stupore nel leggere le incongruenze riscontrate dalle forze dell’ordine nel racconto del sindacalista che aveva denunciato di essere stato vittima di un agguato fascista a Genova, scatenando la reazione sdegnata della popolazione, alla quale non avevo esitato ad unirmi nell’immediatezza – commenta l’onorevole di Noi Moderati e capolista di Orgoglio Genova Ilaria Cavo -. Adesso sono sconcertata nel sapere che, solo dopo che tale racconto non ha trovato riscontro ma piuttosto lacune e contraddizioni, la denuncia è stata ritirata. Uno sconcerto che diventa ancor più profondo pensando alle tante vittime che in Italia hanno pagato anche con la vita il clima di odio politico. Su simili argomenti non può esserci spazio per equivoci o leggerezze né per alimentare il minimo sospetto che fatti di un’eventuale gravità siano frutto di basse strategie elettorali. Il problema, rispetto a quanto abbiamo assistito in queste ore, non può essere neppure ridotto alla stigmatizzazione di una fuga di notizie, come leggo (lo aveva scritto stamattina, in una nota, la Cgil n. d. r.), né a un doppiopesismo sulla fuoriuscita di stralci di atti giudiziari. Ci stiamo avvicinando al 25 aprile che è un momento talmente importante e serio della storia della nostra Repubblica antifascista da meritare tutt’altro rispetto. Mi auguro che quanto accaduto sgombri questa giornata da ogni equivoco, da ogni ipotizzato clima di odio che non sta certamente dalla nostra parte, e non appartiene alla nostra città, ma renda questa ricorrenza davvero una festa per tutti noi che crediamo nella libertà (e in coloro che si sono sacrificati per garantircela) e nei valori della Costituzione».

«Ora la sinistra, per muovere i genovesi in piazza, insiste sullo spauracchio del fascismo, quando il fascismo non c’é. Lo fanno perché non hanno argomenti e il programma della loro candidata a sindaco in realtà è vuoto – ha commentato, in una nota, l’assessore comunale uscente e candidata della Lega Francesca Corso -. In ogni caso, gli investigatori della Digos genovese, a cui va il nostro massimo rispetto per l’ottimo lavoro che svolgono seriamente e con grande professionalità, hanno rilevato varie incongruenze nel racconto del sindacalista della Cgil che martedì scorso ha denunciato di essere stato aggredito con violenza da due ‘fascisti’ (denuncia che peraltro oggi è stata ritirata). La Cgil, anziché chiedere scusa ai genovesi, ha democristianamente diffuso un comunicato in cui dice di avere ‘assoluta fiducia negli organismi inquirenti, nella magistratura e nelle Istituzioni’. Il tutto, guarda caso, proprio durante la campagna elettorale. In realtà la ‘violenza fascista’ a Genova è uno spauracchio e appare un teatrino al quale la candidata a sindaco del centrosinistra partecipa recitando la sua parte. I veri rigurgiti d’odio, peraltro organizzato, semmai arrivano dai professionisti dell’antifascismo che su questo hanno fatto carriera».

Silvia Salis, candidata a sindaca di Genova per il centrosinistra che aveva partecipato alla manifestazione, ha dichiarato che, quando viene comunicato un fatto così grave e il sindacato chiama a raccolta su una situazione del genere, «Noi ci siamo e partecipiamo». Ha inoltre sottolineato che, una volta detto ciò, rimangono delle responsabilità personali e individuali di chi ha riportato l’evento, sulle quali «ovviamente non abbiamo alcuna responsabilità». Infine, ha affermato che sarà ora necessario verificare l’intera vicenda.


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