“Brusoni-soluzioni” si dà ai grandi temi della politica, ma dimentica i cimiteri e le targhe stradali distrutte

LE SEGNALAZIONI DEI LETTORI – Ultimamente sono frequenti gli interventi dell’assessora a servizi civici, demografici e cimiteriali su temi politici locali o addirittura nazionali in vista delle elezioni comunali. Nel frattempo i lettori segnalano problemi di sua competenza assessorile le cui soluzioni languono da mesi: la targa di piazzetta Agostino Caviglia, nel centro storico, nonostante le sollecitazioni del municipio, resta rotta da tempo mentre il cimitero di Voltri è una boscaglia di erbacce

Tra un divieto di schwa e asterischi nelle scuole comunali (sulle quali non ha competenze assessorili perché non ha più la delega) a schwa e asterischi e ripetuti attacchi alla candidata di centrosinistra Silvia Salis, l’assessora ai servizi civici e cimiteriali Marta Brusoni, il cui slogan è “Brusoni soluzioni” sembra perdere di vista le questioni di sua più stretta competenza amministrativa.

L’associazione “Fondazione Amon”, una delle associazioni che avevano a suo tempo chiesto e ottenuto l’intitolazione della piazzetta ad Agostino Dario Caviglia (che ha dedicato la sua vita al recupero e alla valorizzazione del centro storico genovese riaprendo e rendendo visitabili Lanterna, Porta Soprana e casa di Colombo) da tempo segnala che la targa giace per terra rotta. Anche il municipio Centro Est ha segnalato mesi fa, ma gli uffici comunali non provvedono.



Le tre fasi della targa appena messa, rotta sul muretto, con i pali da cui è stata nel frattempo sradicata anche la cornice. Da notare anche lo stato dell’aiuola, con l’erba alta.
Dario Di Giorgi segnala, invece, lo stato del cimitero di Voltri. A dir la verità, prima di inviare le foto a GenovaQuotidiana aveva scritto un post sulla sua bacheca Facebook.

«A seguito della pubblicazione delle foto sui social – racconta, per inciso, Di Giorgi – ho ricevuto una telefonata di un uomo che non mi ha voluto dire il nome, ma ha sostenuto di parlare per Comune e Municipio. Il numero di chi ha chiamato non è comparso. Mi ha detto che non posso pubblicare foto dei cimiteri perché posso ledere la sensibilità dei parenti dei defunti e l’immagine delle Amministrazioni che controllano e sorvegliano luoghi di culto e mi ha minacciato di denuncia».
Chissà chi era il buontempone che lo ha chiamato. Sicuramente non può essere un addetto comunale come invece ha detto di essere. Certo ha sostenuto una cosa falsa, anzi due. In primis non è vietato fotografare e pubblicare le foto di cimiteri (è un luogo pubblico e i quotidiani lo fanno da decenni), di conseguenza nessuno può querelare chi le pubblica. Chissà chi era l’uomo che si è preso la briga di chiamare e perché lo ha fatto? Di Giorgi sta valutando con i suoi legali una denuncia per minacce contro ignoti, anche per capire come questa persona ha avuto il suo numero. Le forze dell’ordine potranno facilmente, nel caso, rintracciare l’utenza da cui è partita la chiamata anche se era anonima.
Ma torniamo al cimitero di Voltri e alle competenze di Brusoni (certamente estranea alla telefonata). Le foto parlano chiaro: l’erba è alta quasi un metro e siamo solo all’inizio della primavera.




Ora sia la Fondazione Amon sia Di Giorgi attendono, rispettivamente per la targa di piazzetta Agostino Dario Caviglia e per la selva di erbacce del cimitero di Voltri le soluzioni di Brusoni.
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