Al Cras Enpa il primo assiolo della stagione. È così stremato che non si regge in piedi

Il piccolo rapace migratore sta tornando nei territori di cova del sud del Sahara e ha affrontato un lunghissimo viaggio. L’esemplare è stato raccolto nel centro storico da un passante e consegnato al Centro di recupero degli animali selvatici

«Èarrivato al nostro centro il primo assiolo della stagione! – spiegano al Cras Enpa -. Gli assioli sono piccoli rapaci notturni che giungono da noi con l’arrivo della bella stagione; la migrazione è un evento delicato e stancante, sono molti gli animali che non la portano a termine o che arrivano a destinazione spossati. È il caso di questo piccoletto, rinvenuto nel centro storico di Genova talmente esausto da non riuscire più a reggersi in piedi. Per fortuna è stato soccorso da un signore, che ci ha prontamente chiamati. Al momento è sotto fluidoterapia e viene imbeccato molto delicatamente con piccole quantità di cibo per permettergli di deglutire. È allo stremo delle forze e purtroppo non siamo sicuri della sua sopravvivenza».

«È comunque sempre bello assistere al ritorno dei migratori, ma suscita una grande commozione vedere come affrontano questi viaggi per la vita spingendosi al limite e rischiando spesso di esaurire tutta la loro energia, trasformando la migrazione in un viaggio senza ritorno» concludono al Cras.
L’assiolo è il più piccolo strigide europeo dopo la civetta nana; non raggiunge le dimensioni del merlo, ma lo supera in apertura alare di ben 15-20 centimetri. Nella maggior parte del suo territorio di espansione l’assiolo è un uccello migratore con territori di svernamento nelle savane boschive o arbustive a sud del Sahara. La migrazione comincia dalla metà di agosto con gli uccelli più giovani e si conclude a fine settembre. Popolazioni meno consistenti in Spagna meridionale, Italia meridionale e Grecia meridionale svernano nel territorio di cova. La sottospecie cyprius sembra essere interamente un uccello stanziale. Dai territori di svernamento gli assioli tornano non prima della fine di marzo nei loro territori di cova, perlopiù tuttavia nella seconda metà di aprile.
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