Quartieri 

A Villa Piantelli la mostra “Marassi e il suo stadio: la storia dello stadio di Marassi dal 1910 ad oggi”

Organizzata dal Municipio III Bassa Val Bisagno con la collaborazione di alcune associazioni e di collezionisti privati ripercorre la storia del “Ferraris” da quando ancora non si chiamava così. Fu intitolato nel 1933 al capitano della squadra del Genoa caduto durante la prima guerra mondiale

Sabato 22 e domenica 23 marzo 2025 dalle ore 10 alle 19 si terrà presso Villa Piantelli in corso Alessandro De Stefanis 8, la mostra “Marassi e il suo stadio: la storia dello stadio di Marassi dal 1910 ad oggi” l’evento ripercorre la storia dello stadio Luigi Ferraris, che è il più antico impianto calcistico d’Italia in attività.

Nel 1910, il Genoa trasloca da san Gottardo all’area che ospitava l’ippodromo della famiglia Piantelli, vicinissimo allo storico campo dell’Andrea Doria, detto “la Cajenna”. Il campo dell’Andrea Doria si trovava in via Clavarezza ed era stato inaugurato da poco, nel novembre 1909.

il 10 luglio 1910 il presidente del Genoa Edoardo Pasteur accettò la proposta del marchese Musso Piantelli, socio della giovane compagine anglo-italiana, di costruire un campo da calcio all’interno del galoppatoio situato nel terreno di sua proprietà nel complesso della Villa Centurione Musso Piantelli, residenza cinquecentesca tuttora esistente a ridosso dell’ingresso dei distinti, proprio dove è stata allestita la mostra.

Il 22 gennaio 1911, in occasione della partita tra Genoa e Inter, lo stadio fu ufficialmente inaugurato con il nome di Campo Sportivo Genoa Cricket & Football Club di Via del Piano.

Inizialmente il nuovo campo del Genoa era in parallelo a quello doriano, successivamente fu decisa dalla società genoana la rotazione del terreno di gioco che diventò perpendicolare alla “Cajenna”. I due campi erano separati da uno steccato e l’Andrea Doria per quella delimitazione pagava al Genoa un indennizzo di 1000 lire, più 200 lire annuali per la manutenzione.

Nel 1926 il regime fascista, che cercava di portare avanti una politica volta al ridurre il numero delle squadre nelle grandi città, dichiarò inagibile il campo doriano che venne ceduto dalla squadra al Genoa per ventimila lire, comprensiva dell’acquisto del portiere Manlio Bacigalupo. La palizzata che separava i due terreni sparì a seguito di un accordo segreto conclusosi nel 1927 dopo la fusione imposta dal regime tra l’Andrea Doria e la Sampierdarenese: il segretario doriano Enrico Silvestri, il presidente rossoblù Guido Sanguineti e le gerarchie fasciste trovarono un accordo e nel 1929 lo stadio di Marassi venne allargato e sull’antico campo dell’Andrea Doria venne costruita una nuova tribuna sul lato nord del campo che, curiosamente, è diventata col passare degli anni la sede del tifo più caldo della formazione rossoblù.

La mostra è organizzata dal Municipio III Bassa Val Bisagno grazie alla collaborazione paritetica del “Museo della Samp Doria” (presidente Maurizio Medulla) e da “Passione maglie Genoa” (Andrea Ardone) che hanno messo a disposizione tutto il materiale esposto e con la collaborazione della Federazione clubs blucerchiati, dell’Associazione clubs genoani e collezionisti privati.

Nella mostra si ripercorre la storia dello stadio Luigi Ferraris di Marassi attraverso le maglie, i filmati e altri preziosi cimeli che sono veri e propri tributi alla passione del tifo rosso blucerchiato, sia Ardone che Medulla hanno voluto fortemente unire i loro preziosi oggetti e mescolarli in una sorta di derby dei ricordi. Ma la mostra ospita anche i campi da Subbuteo, il “calcio da tavolo” grande passione sia dei piccoli che dei grandi appassionati di calcio, che saranno messi a disposizione per poter giocare derby a punta di dito e non solo, il tutto grazie alla collaborazione del Subbuteo Club Banda Bassotti.

«Abbiamo voluto offrire a tutti i genovesi l’opportunità di conoscere la storia del nostro stadio: una struttura, un monumento e un simbolo che fa parte integrante della vita del nostro quartiere. Questa iniziativa è anche un’occasione per le persone di ritrovarsi, condividere momenti insieme e rafforzare il legame con la nostra comunità» sottolinea l’assessore alla cultura del Municipio Barbara Lagomarsino.

Il plastico del primo stadio edificato, visibile in mostra

Il presidente del Municipio Angelo Guidi aggiunge: «Il nostro stadio è un luogo dove quasi tutti noi genovesi abbiamo forti ricordi legati alla nostra vita dall’infanzia alla nostra maturità, a momenti di gioia e di dispiaceri sportivi, mentre visiterete la mostra penso che questi ricordi riaffioreranno e mi auguro che questo tuffo nel passato sia per tutti un momento di gioia».

La mostra è aperta dalle 10 alle 19 di sabato 22 e domenica 23 marzo ed è ad ingresso gratuito e si avvale della collaborazione dell’Associazione Villa Piantelli e del supporto dell’Associazione Nazionale Carabinieri.


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