Scontro a distanza Bucci-Salis. Lui: «Scappa dal confronto». Lei: «È stato sgradevole non solo con me. Gli ho detto: “Ci vediamo a maggio”»

Il presidente della Regione: «Se ne è andata, come Orlando». La candidata del Campo largo: «Forse non è abituato a una donna che ribatte e tiene il punto. Forse si aspetta che le donne intorno a lui facciano così, ma io non sono così»

Ieri era un «Tutto qui?», un laconico commento non richiesto – arrivato attraverso il portavoce, alla presentazione del programma di Silvia Salis ai Magazzini del Cotone. Oggi è diventato «Una grande delusione che sarà costata anche un sacco di soldi». E, buon peso «Vedranno dove li hanno presi», agitando il fantasma dei finanziamenti elettorali illeciti che, a dir la verità, per ora ha travolto solo la sua compagine politica, con l’ex presidente della Regione Giovanni Toti – “banca” delle campagne elettorali del centrodestra tramite la fondazione Change – condannato mentre il suo movimento, “Cambiamo”, è scomparso dallo scenario politico. Marco Bucci, attuale presidente della Regione, in questi giorni non risparmia le dichiarazioni politiche aggressive, che poi sono la cifra di molti dei partiti e dei candidati nei comunicati e dei supporter del centrodestra sui social, dove stanno fiorendo i troll, cioè account senza contatti, senza post e senza foto personali che si scagliano contro Salis in commenti critici e addirittura verbalmente violenti. In perfetto stile “campagna elettorale trumpiana”.

Oggi l’ex sindaco di “Genova Meravigliosa” ha provato ad agganciare la candidata del campo largo del centrosinistra all’aeroporto, in occasione dell’inaugurazione dell’ala est dell’aerostazione. Forse voleva ripetere la scena della campagna elettorale per le Regionali con il suo antagonista, Andrea Orlando, all’epoca trascinato in un siparietto dal quale si era allontanato stizzito sotto gli occhi delle telecamere dei fedelissimi di Bucci, pronti a riprendere ogni secondo. Ma ormai la frittata mediatica era fatta. Oggi Salis non ha permesso di ripetere la scena al presidente della Regione, che sta rinforzando la campagna elettorale del candidato sindaco del centrodestra, Pietro Piciocchi, con tali forza, frequenza e intensità tali da far sembrare lui stesso il candidato.
Salis non è caduta nella trappola “a sorpresa”, in campo aperto e senza regole, dove Bucci sa mettere in campo la sua irruente dialettica, spuntandola sempre. Lui, dopo, ha osservato di aver visto solo una persona andarsene, che gli ricordava Orlando. Ha commentato che quando qualcuno non sa parlare, prende e se ne va, e che chi se ne va ha sempre perso: sostenendo che questo sarebbe anche una forma di maleducazione. Ha affermato di avere rispetto per Salis, ma di essere critico nei confronti di quella che, nonostante il centrosinistra sia unito per Salis sindaca in un ampissimo campo largo senza che ad oggi sia scoppiata una sola polemica interna, si ostina a chiamare “armata Brancaleone”, riferendosi – ovviamente – alla coalizione che sostiene Salis. Quindi Bucci ha affermato che i dieci punti del programma del centrosinistra «non esistono» e ha ripetuto per l’ennesima volta il mantra di coalizione che vuole quelli di centrosinistra i “partiti del no”, in antitesi rispetto ai “partito del fare” del centrodestra. Ieri, durante la presentazione del programma, la candidata del centrosinistra ha detto che, quanto a fare, il centrodestra, da 8 anni al governo della città, ha inaugurato quasi solo opere finanziate dalle precedenti giunte e, per il resto, si è specializzata in rendering faraonici senza concludere, al di là del Ponte San Giorgio, alcun progetto rilevante.
Sempre all’aeroporto, Bucci è tornato sui due cavalli di battaglia anti Salis, esprimendo fastidio per il fatto che l’avversaria di Piciocchi vada a dire ai residenti della Val Bisagno che per altri vent’anni non avranno niente (perché Salis dice “no” allo skymetro”) e che i soldi torneranno a Roma. Infine, si è chiesto quale sia la posizione della candidata riguardo al Nuovo Galliera e, cioè, se si farà o no. Il presidente della Regione ha infine risposto alle domande dei giornalisti a proposito dei video prodotti per la campagna elettorale dal marito di Salis, il regista Fausto Brizzi. «’Sto tizio non so nemmeno chi sia». ha commentato.
Brizzi, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore, non è nuovo alla promozione politica. Ha preso parte a diversi appuntamenti politici che Matteo Renzi ha organizzato alla Stazione Leopolda di Firenze, firmando i filmati promozionali per le edizioni 2011, 2012 e 2013 e intervenendo più volte sul palco. Nel 2021, Brizzi e Salis hanno devoluto i 20.000 euro ricevuti dalla Regione Liguria per gli spot promozionali per il Festival di Sanremo all’Ospedale Giannina Gaslini, portando anche doni per Pasquetta ai bambini ricoverati. Nello stesso anno la coppia, insieme all’Acquario di Genova, ha realizzato il passaggio sotterraneo che consente ai bambini ricoverati al Gaslini di accedere direttamente alla spiaggia e di godere dei benefici dell’elioterapia. Insomma, Brizzi non è poi così sconosciuto, anche a Genova.
Salis ha poi replicato alle affermazioni di Bucci, dicendo: «Forse non è abituato a una donna che ribatte e tiene il punto. Forse si aspetta che le donne intorno a lui facciano così, ma io non sono così».
«Solo una persona che mistifica la realtà dice che sono scappata – ha aggiunto la candidata dei progressisti -. È stato sgradevole con Terrile, (ex segretario del Pd e consigliere comunale n. d. r. ), poi con Pandolfo (anche lui ex segretario Pd, ex consigliere comuale e ora deputato n. d. r.) e poi con me. Ho detto quello che pensavo, dopodiché ha continuato a essere sgradevole con tutti e gli ho detto “ci vediamo a maggio”. Non accetto in nessun modo che vengano trattate con maleducazione le persone che sono con me. Forse è abituato a trattare così le persone con cui lavora, ma io non lo accetto».
Bucci, rivolgendosi a Pandolfo e riferendosi a Salis, avrebbe detto «Non ha mai lavorato». Lei avrebbe risposto: «Si può lavorare tanto, ma fare anche tante belinate».
«Si deve iniziare a trattare gli altri con rispetto – ha detto Salis poi, a commento di quanto è accaduto -. Ho rispetto per chi ne ha per me. Sono una che non scappa, so che questa cosa può fare paura ma non accetto nemmeno questo tono paternalistico che viene usato con le donne. I genovesi sono molto stanchi di questo andazzo. Forse non è abituato a una donna che ribatte e tiene il punto. Forse si aspetta che le donne intorno a lui non facciano così, ma io non sono così».
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