La Lac: «Fringuelli specie protetta, ma la Regione chiede allo Stato di poterne ammazzare quasi 600mila per il divertimento dei cacciatori»

L’accusa dell’associazione “Lega Abolizione Caccia”: «Fringuelli e Storni sono specie non cacciabili in Italia in base alle vigenti disposizioni venatorie nazionali ed europee. La stessa Corte di Giustizia Europea nel 2021 ha condannato l’utilizzo delle deroghe censurando le tradizioni come giustificazione per la loro adozione». Il costo delle infrazioni lo paga tutta la collettività

Le dichiarazioni della LAC evidenziano come la Regione Liguria, lo scorso novembre, abbia presentato all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) una richiesta di parere – obbligatorio secondo la normativa venatoria nazionale – per autorizzare la caccia “in deroga” a due specie protette dalla legislazione statale e comunitaria. Questa richiesta è motivata esclusivamente per il piacere dei cacciatori. Nel dettaglio, si tratta di un’istanza per abbattere nel 2025: 581.302 fringuelli e 230.242 storni, con una possibile distribuzione tra alcune altre Regioni interessate.

Il 17 febbraio, sette associazioni per la protezione della fauna e dell’ambiente (ENPA, ITALIA NOSTRA, LAC, LAV, LIPU, LNDC, WWF) hanno contattato il presidente della Regione Marco Bucci, sottolineando «l’assurdità delle motivazioni sottese a tale richiesta, che include improbabili riferimenti al “patrimonio di folclore“, ai “piatti tradizionali della cucina rurale ligure” e addirittura alla rivitalizzazione della “sofferente ruralità ligure” e alla salvaguardia dei vecchi muri a secco abbandonati. Si tratta di una barbarie ingiustificabile: basti pensare che un fringuello pesa meno della cartuccia usata per ucciderlo».
«La caccia a queste specie protette non ha alcuna attinenza con il patrimonio culturale e le tradizioni rurali della Liguria e del resto d’Italia. Anzi, la maggior parte dei cittadini della Regione da anni respinge tali forme di “divertimento”, considerate non solo crudeli, ma anche una grave aggressione al patrimonio naturale. I fringuelli e gli storni sono specie non cacciabili in Italia, secondo le normative vigenti. La Corte di Giustizia Europea ha condannato, nel 2021, l’uso delle deroghe, classificando come inaccettabili le tradizioni come giustificazione per queste pratiche – dicono alla Lega anticaccia -. Dove, nel programma elettorale della maggioranza, era prevista una decisione così eclatante? Abbiamo verificato: non esiste. Gli ambientalisti hanno chiesto un incontro con il presidente Bucci, invitandolo a ritirare la richiesta presentata all’ISPRA, volta ad ottenere un’approvazione per il calcolo della “piccola quantità” di uccisioni in deroga di specie protette. Il 14 febbraio, la Direzione Ambiente della Commissione UE ha ricordato le quattro condanne ricevute dall’Italia tra il 2008 e il 2011 per pratiche abusive di caccia in deroga, incluse quelle della Liguria. È opportuno esporsi nuovamente a procedure d’infrazione, con i costi che ricadono sui cittadini, per soddisfare chi spara ai fringuelli per divertimento? La lobby venatoria, nel tentativo di giustificare un aumento degli abbattimenti, si affida persino al concetto di modico quantitativo, che è tutt’altro che “modico” considerando i numeri presentati».
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.