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Maxi diga in spiaggia a Voltri per difendere la passeggiata, Pd in rivolta: «Occuperà metà dell’arenile. Servono dighe soffolte»

La consigliera comunale Rita Bruzzone e i consiglieri municipali del Ponente Matteo Frulio e Claudio Chiarotti contestano merito e metodo: «Progetto mai illustrato all’opposizione, al Municipio e al consorzio concessionario Utri Mare. Nel 2013 la giunta regionale di centrosinistra avviò uno studio per le dighe soffolte a Voltri, ma il progetto non andò avanti perché la Regione passò al centrodestra»

Questo progetto stravolge completamente tutto – commenta la consigliera comunale Pd Rita Bruzzone -. Non vengono realizzate le protezioni a mare che sono le uniche opere che vanno realizzate per salvaguardare la passeggiata indipendentemente del materiale con cui viene realizzata. La massicciata a ridosso della passeggiata è uno scempio. Ieri grazie ad una interrogazione di Filippo Bruzzone (consigliere comunale della lista Rossoverde n. d. r.) abbiamo visto il rendering che ci consegna un progetto che non va bene. Viene occupata mezza spiaggia che, lo rammento, è l’unica grande spiaggia libera della città. Questo progetto è una boutade che sa di elettorale. Manca completamente la condivisione con noi dell’opposizione e con il territorio. Il consorzio Utri Mare, che è contestatario della concessione, era all’oscuro di tutto pur avendo presentato un progetto proprio per la difesa costiera al tavolo che aveva aperto l’assessore comunale al Demanio Marittimo Mario Mascia. Eppure il consorzio non è mai stato convocato. Ho presentato una richiesta urgente di commissione perché si discuta del progetto».

«Di questo progetto non abbiamo mai visto uno straccio di planimetria, una diapositiva, un disegno o uno schizzo prima d’ora – aggiunge il consigliere di Municipio Pd ed assessore municipale all’Urbanistica Matteo Frulio -. Non sappiamo quale “saggio” sia stato coinvolto. Non se ne è mai potuto discutere. Nemmeno il consorzio “Utri Mare” (che gestisce in convenzione col Comune la passeggiata comprensiva delle strutture) ha potuto vedere queste planimetrie, associazione che da tempo attende lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria senza ottenere risposte. Arrivano queste cose, come i miracoli del Signore, calati dall’alto, conosciuti solo dagli amici degli amici che vengono in Municipio a fare il tifo per la maggioranza che nemmeno esiste più e che non garantisce mai il numero legale. La aspettavamo in un Consiglio Municipale come una specie di regalo, come la manna, come qualcosa concesso dall’alto, come le sorprese nell’uovo di Pasqua. Ma non abbiamo bisogno dell’uovo di Pasqua (o di agosto). Quanto piuttosto di ritornare a processi partecipati seri, a discussioni politiche. Non abbiamo bisogno di giunte e personaggi che pensano di poter decidere sulla testa degli altri. Per inciso, nascerà una scogliera mentre servono dighe soffolte che vengono pensate da tutte le altre parti tranne che qui. Nel frattempo manca la manutenzione ordinaria, con tavole che continuano a saltare e transenne che continuano a rimanere divelte da tempo senza controllo e i servizi igienici che non funzioneranno nemmeno questa estate».

«Adesso che abbiamo il progetto davanti – prosegue Frulio -, diciamo che è irricevibile sia sul piano paesaggistico sia per l’impatto sulla spiaggia che sarebbe tagliata della metà. Servono dighe soffolte, lo ripeto, non quello che è stato previsto. Cioè dighe che restano sotto il pelo dell’acqua e restano a debita distanza dalla battigia in mare, per spezzare l’impatto dei marosi e far sì che le onde arrivino con meno potenza distruttiva. Nel 2013 – in allora l’assessore regionale era Renata Briano, Pd – partì uno studio per le dighe soffolte a Voltri. La Regione passò al centrodestra e di questo progetto nulla se ne è più saputo e tantomeno è stato portato avanti. Sono 10 anni che attendiamo la protezione per la passeggiata di Voltri. Non è vero che non abbiamo mai progettato o proposto nulla: c’era un piano serio per difendere il litorale. Ma un pestello gonfiabile da scarrozzare in giro per il mondo valeva più della protezione della passeggiata di Voltri».

Sotto potete vedere un fotomontaggio dello stato della passeggiata e della spiaggia a cui è stato sovrapposto il progetto fornito ai consiglieri comunali in conseguenza dell’interrogazione di martedì scorso. Abbiamo solo un’immagine parziale, relativa alla parte di levante. Non possiamo quindi tracciare il reale ingombro della massicciata sul resto della spiaggia, che a ovest va progressivamente assottigliandosi. Ci siamo limitati a segnalarne la futura presenza senza definirne la grandezza.


AGGIORNAMENTO 10 febbraio: siamo venuti in possesso del progetto e abbiamo scoperto che in realtà non ci sarà alcuna prosecuzione. Il progetto riguarda infatti solo la primissima parte della passeggiata, più a est.


«La vicenda della passeggiata di Voltri è emblematica della inadeguatezza dell’amministrazione Bucci/Piciocchi – incalza l’ex presidente del Municipio Ponente e attuale consigliere Pd Claudio Chiarotti -. Dalla grande mareggiata dell’ottobre 2018 hanno sperperato denari pubblici praticamente non riuscendo mai a metterla in sicurezza. Di pari passo abbiamo sempre chiesto con forza a Regione e Autorità di Sistema Portuale un serio progetto di protezione a mare e anche in questo caso mai si è riuscito ad ottenere risposte in merito, tranne l’idea malsana di un grande ripascimento strutturale con materiale proveniente dagli interventi sul Bisagno (all’epoca, a causa della forma appuntita dei ciottoli, la spiaggia di Voltri venne ribattezzata “la spiaggia dei fachiri” n. d. r.). Ora si scopre questo fantomatico progetto che oltre a costare 4 milioni di euro, di fatto dimezza la spiaggia e rende praticamente inutile l’ipotizzato ripascimento strutturale. Tutto questo nonostante in Municipio dal dicembre 2023 chieda con forza di capire come sarebbero stato investiti i quattrini. Basta davvero! Siamo in mano a dilettanti allo sbaraglio che col mantra “del fare” perpetuano disastri che chi verrà dopo dovrà gestire. Fermiamoli prima che sia davvero troppo tardi».

Il rendering del progetto in bianco e nero, così come è stato fornito ai consiglieri di opposizione

Ecco come l’assessore ai lavori pubblici Ferdinando De Fornari aveva descritto martedì scorso il progetto in Consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Rossoverde Filippo Bruzzone.

«Abbiamo provveduto a condividere e prendere contatti con gli enti preposti all’approvazione dei progetti, Regione Liguria e Autorità di sistema portuale – aveva detto l’assessore -. Prevediamo in questo contesto quanto già stabilito dalla Regione che ha approvato per il tratto di spiaggia un intervento di ripascimento strutturale, quello proposto proprio dal Comune di Genova. Intervento di ripascimento che sarà seguito dalla struttura commissariale, delegata alla realizzazione della galleria scolmatrice del torrente Bisagno. Naturalmente anche Autorità di sistema portuale è preposta all’approvazione del progetto e anche questa è stata coinvolta. L’intervento ha ottenuto con il PON MetroPlus 2021-2027 due finanziamenti rispettivamente da 1.189.000 euro e da un milione di euro per la realizzazione dei interventi che sono stati oggetto di progettazione, quindi è stata affidata la progettazione e i progettisti all’opera hanno seguito l’analisi meteomarina e hanno svolto un confronto con gli uffici tecnici regionali, sia dell’ecosistema costiero, paesaggio e valutazione di impatto ambientale. Hanno progettato una scogliera in massi che protegge integra e completa la passeggiata. La scogliera infatti avrà anche una funzione di seduta e permetterà l’accessibilità alla spiaggia anche alle persone disabili. Per quanto riguarda ulteriori caratteristiche, il progetto oggi prevede a monte della scogliera l’asportazione della struttura in legno, il riempimento della struttura zincata esistente in pietrame e tout venant (frantumato di cava n. d. r.) e la realizzazione sopra il riempimento di un massetto in calcestruzzo da 15 cm con utilizzo di pietra lavata per la pavimentazione, che è certamente più funzionale e ampiamente usata per il piano di calpestio di piste ciclabili e pedonali. Il materiale è costituito da un composto di resine plastiche. In questo momento quindi stiamo procedendo con l’approvazione del progetto e prevediamo di indire la gara per l’affidamento dei lavori entro il mese di agosto 2025».

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