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Il caso del locale chiuso per gli schiamazzi in strada, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune e sovverte il giudizio del Tar

Il Comune ha sostenuto che le misure avessero lo scopo di prevenire problemi di sicurezza e salute pubblica, non di punire. Secondo l’Amministrazione, non era necessaria la prova di responsabilità diretta del locale per adottare tali misure. La sentenza ha evidenziato che il potere del Comune di stabilire orari di chiusura è ampio e finalizzato alla protezione dell’ordine pubblico, senza dover necessariamente dimostrare la responsabilità diretta del gestore del locale per i disturbi causati da avventori all’esterno

Il Consiglio di Stato, nella sua Sezione Quinta, ha emesso la sentenza riguardante il ricorso in appello presentato dal Comune di Genova contro il Birrificio di Genova s.n.c. di Ivan Lombardo & C. Questa decisione fa seguito alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, che aveva accolto le richieste del Birrificio.

La vicenda è iniziata quando, nel 2021, sulla scorta di rilievi fonometrici e sopralluoghi della Polizia locale, il Comune di Genova ha deciso di sospendere, per trenta giorni, l’autorizzazione del birrificio, imponendo la chiusura anticipata del locale alle 21.00 per sei mesi. Tale decisione era stata giustificata da misurazioni sonore che indicavano livelli sonori in strada superiori alla soglia consentita e da segnalazioni relative a assembramenti di persone davanti al locale.

Il Birrificio aveva presentato ricorso contro questa ordinanza, sostenendo che ci fossero state diverse violazioni di legge, contestando che l’ordinanza fosse firmata dal dirigente e non dal Sindaco, e chiedendo anche un risarcimento danni per le perdite subite e il danno di immagine. Il Comune, dal canto suo, ha chiesto il rigetto del ricorso, ritenendolo infondato. La situazione si è complicata con ulteriori provvedimenti emessi dal Comune, che ha continuato a modificare gli orari di apertura del locale. Il locale aveva presentato ogni volta nuovi ricorsi.

La decisione del Comune si era basata su segnalazioni di rumori e assembramenti che secondo i cittadini della zona disturbavano la quiete pubblica. Il Birrificio ha contestato tale provvedimento, sostenendo che non era responsabile per i rumori provenienti dalla strada e che aveva già preso misure per gestire la situazione. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria aveva dato ragione al Birrificio, annullando l’ordinanza.

Il Comune ha quindi presentato appello, sostenendo che le misure avessero lo scopo di prevenire problemi di sicurezza e salute pubblica, non di punire. Secondo il Comune, non era necessaria la prova di responsabilità diretta del Birrificio per adottare tali misure.

Il Consiglio di Stato, a cui aveva fatto ricorso il Comune dopo le sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale, esaminando la questione, ha ritenuto, a differenza del Tar, che il provvedimento del Comune fosse legittimo e necessario per tutelare la quiete pubblica e la sicurezza dei residenti. La sentenza ha evidenziato che il potere dell’Amministrazione di stabilire orari di chiusura è ampio e finalizzato alla protezione dell’ordine pubblico, senza dover necessariamente dimostrare la responsabilità diretta del gestore del locale per i disturbi causati da avventori all’esterno.

In sintesi, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello del Comune, rigettando il ricorso del Birrificio e confermando le misure cautelari adottate per affrontare i problemi di disturbo della quiete pubblica.

La sentenza apre la strada a nuovi provvedimenti per conciliare le attività economiche con la vivibilità della zona in cui si concentrano. I cittadini di diverse aree della della movida minacciano cause contro il Comune se non riuscirà a garantire la vivibilità, ma gli strumenti sono molto limitati e in tutta Italia, e non solo, limitare i disagi che la vita notturna porta con sé è molto difficile. La sentenza del consiglio di Stato mette una consistente freccia all’arco delle Amministrazioni comunali, non solo quella genovese.

Articolo in aggiornamento

In copertina: foto di repertorio


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