Oggi a Genova 

Migliorano le condizioni della donna caduta dal 4º piano dopo il gesto estremo della sorella

Resta nel reparto di Rianimazione al terzo piano del Monoblocco del San Martino, diretto da Nicolò Patroniti. Stamani è stata estubata ed è dunque tornata a respirare naturalmente, a seguito di intervento di stabilizzazione della colonna vertebrale

L’ultimo messaggio della donna di 32 anni che ieri è morta gettandosi dal quarto piano all’interno del cavedio di un palazzo di via Cantore, a Sampierdarena, pubblicato risale al giorno dell’Epifania e, alla luce di quanto è successo, suona come un un avvertimento inquietante: “Dio ti aspetto”. Questo tragico gesto è stato seguito poco dopo dalla sorella, di 34 anni, che ora si trova in gravissime condizioni all’ospedale San Martino, anche se le sue condizioni vengono segnalate in miglioramento dai medici della Rianimazione del nosocomio regionale. Durante la tragedia, in casa erano presenti i quattro figli della 32enne, per l’affidamento dei quali un’udienza era prevista per venerdì.

Potrebbe essere stata proprio questa circostanza a minare definitivamente la stabilità psichica della madre dei bimbi, una donna di origini albanesi. L’incidente è avvenuto poco prima delle 8 di ieri: i vicini hanno sentito un forte rumore e dei gemiti. Affacciatisi, hanno notato il corpo a terra e immediatamente allertato la polizia. Nel giro di poco, hanno visto la sorella della vittima sul cornicione e hanno cercato di dissuaderla dal lanciarsi, ma ogni tentativo è stato vano. Anche la trentaseienne, alla vista del corpo della sorella, ha scelto di buttarsi nel vuoto. È, però, sopravvissuta ed è stata trasportata d’urgenza, in gravissime condizioni, al pronto soccorso dell’ospedale San Martino.

I figli della 32enne deceduta sono molto piccoli, La loro età va dai 2 agli 8 anni. Sono stati loro ad aprire ai poliziotti dopo la tragedia. La loro mamma era separata dal marito, che in passato aveva denunciato per maltrattamenti e che a sua volta l’aveva contro denunciata. L’ex marito e padre dei bambini è un operaio edile. Era stato condannato a quattro mesi con la condizionale per sequestro di persona ai danni della moglie. Aveva sostenuto di averla solo chiusa in casa temporaneamente per sistemare la porta. Era stato assoggettato a divieto di avvicinamento, ormai scaduto. Un altro procedimento per maltrattamenti è attualmente in fase di dibattimento e per quello era in vigore un ulteriore divieto di avvicinamento. Nonostante questi provvedimenti, non erano mai stati segnalati abusi fisici diretti, ma si parlava di maltrattamenti psicologici. L’ex marito, di religione musulmana, mostrava comportamenti molto rigidi, come l’imposizione del velo e il divieto di guida, conducendo a continui litigi che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

La scadenza dell’udienza di venerdì pare avere aumentato l’ansia nella vittima, creando una pressione insostenibile. Durante l’ultima udienza di dicembre, la donna aveva acconsentito che i figli trascorressero le vacanze di Natale con il padre e lo zio paterno, che li aveva riportati a casa il giorno della Befana. Da tempo, i bambini erano seguiti dai servizi sociali, che avevano organizzato i pernottamenti presso il padre.

Le autorità stanno ora conducendo indagini sulle condizioni psicologiche delle due sorelle, ed è stata disposta l’autopsia. Il tribunale per i minorenni è chiamato a prendere decisioni in merito all’affidamento dei quattro bambini, che al momento non sanno ancora della tragica fine della madre e delle condizioni della zia.

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