Sette indagati per la morte del portuale Giovanni Battista Macciò. C’è anche il console della Compagnia Unica

Oltre ad Antonio Benvenuti e al guidatore del veicolo, Patrizio Randazzo, ci sono alcuni membri del Psa-Vte di Voltri

Ci sono sette persone sotto indagine per la morte di Giovanni Battista Macciò, il portuale che ha perso la vita nel porto di Pra’, schiacciato contro da una ralla condotta da un collega.
Gli altri indagati sono il general manager del Psa Roberto Goglio, aolo Casali, head of services di Psa Genova Services e Marco Ferrari, direttore Ingegneria e ingegneria civile Psa Italy Servicese. Si tratta di un atto dovuto grazie al quale tutti i soggetti potranno partecipare con loro esperti all’autopsia sul corpo di Macciò.

Il portuale che guidava la ralla che ha travolto e ucciso Giovanni Battista Macciò ha dichiarato, tramite il suo avvocato Paolo Scovazzi, di essere stanco e di aver avuto un colpo di sonno a causa dell’iperlavoro. Ha espresso il suo profondo dispiacere per quanto accaduto, sottolineando che l’altro collega, rimasto ferito, è come un fratello per lui. Inoltre, è emerso che il conducente, un uomo di 54 anni, era positivo alle cannabinoidi, ma non sarebbe stato in stato di alterazione. Ha riferito di aver fumato una canna uno o due giorni prima dell’incidente, spiegando che lo aveva fatto solo perché non riusciva a dormire. Ha anche detto che usa un farmaco dai tempi del Covid perché soffre di dispnea. Il medicinale, oltre alla stanchezza, potrebbe essere la causa del scolpo di sonno.
Per quanto riguarda la Culmv, le indagini puntano a stabilire se la Compagnia abbia messo in atto i controlli dello stato dei lavoratori.
Infine, dalle indagini risulta che non era al telefono al momento dell’incidente. Il portuale, sottoposto a un secondo test, attendeva ulteriori esami, mentre era risultato negativo all’alcol test effettuato all’ospedale Galliera.
Il colpo di sonno sarebbe stato il motivo alla base della manovra anomala. Dalle immagini di videosorveglianza, che hanno registrato l’incidente, si osserva che la ralla ha eseguito un’inversione a U. Tuttavia, anziché proseguire dritta, ha effettuato una sterzata, finendo per collidere con un’altra ralla ferma e schiacciando Macciò, il quale si trovava a terra mentre controllava un container. Sono stati acquisiti anche i documenti riguardanti lo stato di servizio dell’autista e le verifiche periodiche relative all’idoneità. Gli inquirenti, guidati dalla pm Arianna Ciavattini, hanno inoltre esaminato le immagini dei giorni precedenti per stabilire se quella inversione fosse una pratica consueta.


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