Ponte Morandi 

Memoriale del ponte/4 – La versione politica di Rixi: «È stato un fallimento dello Stato. Concessioni date ai privati senza controlli»

Il viceministro alle infrastrutture: «Lo Stato deve fare lo Stato. Anche le pressioni economiche che vengono dalle concessioni autostradali devono essere gestite, controllate. È bene ricordarlo oggi, a distanza di tutti questi anni, proprio nel momento in cui si scrivono le nuove regole delle concessioni autostradali»

Unico rappresentante del governo, a fronte dell’affollamento di ministri e presidenti del consiglio di turno negli anni immediatamente successivi al crollo, il viceministro alle Infrastrutture, il genovese Edoardo Rixi, ha approfittato della cerimonia di questa mattina per una sua analisi politica del tragico crollo e della gestione delle concessioni delle autostrade.

«Il Memoriale sarà sempre luogo del ricordo di quanto accadde sul viadotto Polcevera quel 14 agosto 2018, quindi un ricordo di dolore – ha spiegato Rixi -, ma anche spero di rinascita in un Paese che deve guardare avanti e deve non compiere più gli errori che ha compiuto in passato. Celebra anche lo spirito di questa città di essersi riuscita a risollevare dopo una tragedia che avrebbe bloccato qualsiasi comunità. Invece da subito, dalle prime ore, tutta Genova si è unita insieme per cercare di superare una tragedia che sembrava tutti impossibile»

Dopo questo primo passo dedicato alla memoria, il Viceministro, dal palco della cerimonia, ha dedicato un lungo discorso al tema della gestione delle infrastrutture pubbliche passata e futura: «Questo è un luogo di rispetto e di riflessione, una testimonianza di quanto sia importante non voltare mai le spalle alle responsabilità – ha detto -. È stato sì anche un fallimento dello Stato, delle amministrazioni, di una parte di storia del nostro Paese che ha guardato dall’altra parte rispetto a un sistema infrastrutturale che invecchiava, a delle concessioni date a privati senza dei controlli da parte dello Stato incisivi e che non si deve più ripetere. Non è solo un memoriale dedicato a una tragedia del Ponte Morandi, ma è un memoriale dedicato a tutti quelli che ancora oggi percorrono le nostre autostrade e devono poter percorrere in sicurezza senza rischiare la propria vita Un simbolo che serve per ricordare a tutti che quello che è successo nel 2018 era ritenuto impossibile, eppure si è verificato. Quindi non bisogna mai abbassare l’attenzione per migliorare il nostro sistema, ma anche su contemperare quelle che sono le esigenze di sicurezza nel nostro sistema autostradale, che non possono mai essere messe in secondo piano rispetto a rilevanze di carattere economico-finanziario. È bene ricordarlo oggi, a distanza di tutti questi anni, proprio nel momento in cui si scrivono le nuove regole delle concessioni autostradali, nel momento in cui si cercano di portare avanti nuove infrastrutture, per ricordare a tutti che lo Stato deve guardare la sicurezza dei propri concittadini, non deve pensare ad altro. E ricordare anche a tutti quelli che, ahimè, dopo sei anni, magari non essendo di Genova, non avendo vissuto in prima persona questa tragedia, pensano che comunque ormai si può guardare avanti senza tener conto di quello che è successo. Io credo che questo memoriale debba rappresentare per tutti, e accolgo sia l’appello di Boeri, sia quello del Sindaco, e credo che sarebbe utile che anche negli anni futuri i prossimi ministri, i viceministri delle infrastrutture, i prossimi governi vengano a vedere e a ricordare quello che è successo. Perché, ahimè, spesso la memoria in questo Paese è volatile, spesso non ci si ricorda più, si pensa che una volta ricostruito un ponte il problema si è superato».

«Non è così – ha proseguito Rixi -. Io sono contento quest’anno e ringrazio tutte le forze politiche, i familiari delle vittime, per aver portato in Parlamento almeno l’approvazione al Senato di una legge che spero non sia mai più utile, quella per tutelare le famiglie delle vittime su eventi come questo, su eventi infrastrutturali catastrofici, che possa consentire anche ai nostri concittadini di sentirsi parte di una comunità e tutelati dallo Stato. Lo dico in un momento in cui per noi che dobbiamo prendere delle decisioni lo dobbiamo fare, in cui non c’è ancora una sentenza definitiva in un processo, nonostante siamo passati così tanti anni, in cui è difficile spesso andare a prendere decisioni con posizioni molto diverse, in cui ancora si ritiene che sulle infrastrutture ci possa essere un dibattito politico-partitico e non ci possa essere una visione unitaria d’intenti. Io credo che su alcuni temi si deve consolidare la forza del nostro Paese per avere una visione unica, che sia quella che lo Stato deve fare lo Stato e sia quella che lo Stato deve avere un’unità d’intenti e che chi fa politica si deve rendere conto che anche le pressioni economiche che vengono dalle concessioni autostradali devono essere gestite, controllate e non devono in nessun caso mettere a rischio l’incolumità pubblica. Lo dico perché soprattutto la tragedia ha dimostrato come tutto sia così precario anche in quei Paesi più sviluppati che credono di essere al di fuori di quegli schemi a livello mondiale che comportano spesso tanti rischi per le varie popolazioni. Non è così. Se noi tutti i giorni non facciamo il nostro lavoro e non ci peniamo costantemente non riusciamo poi ad evitare tragedie che diventano inevitabili se non ci si prende cura delle proprie cose. Credo che questo memoriale serva tantissimo perché il ricordo si deve cementare, deve diventare un elemento fondante del nostro sistema. Ricordare è fondamentale per l’uomo per non compiere più gli stessi errori in futuro».

«Ricordare vuol dire anche avere una memoria comune, lo spirito di verità che ricordava prima il vice sindaco, è fondamentale per avere un’unità di attenti in una comunità che si può dividere, può avere opinioni diverse ma su alcuni valori deve essere unita perché stare uniti su alcuni valori è l’unico modo che una comunità può sopravvivere nel tempo – ha aggiunto Rixi -. Quindi io ringrazio tutti, ancora abbraccio simbolicamente tutti i familiari delle vittime con cui mi lega un ricordo, non lo stesso dolore probabilmente che mai nessuno di noi potrà in qualche modo riuscire a comprendere fino in fondo, ma sicuramente un evento che ha cambiato il modo di affrontare le cose, di fare politica, di prendere decisioni. Dispiace che in quel 2019-2020 il Paese non abbia avuto il coraggio anche di riscrivere in quel momento determinate regole sulle concessioni autostradali, abbia deciso di cambiare la proprietà ma di non cambiare le norme. Io credo che sia venuto il momento in cui bisogna fare un passo in avanti ulteriore per garantire alle future generazioni di non vivere mai più momenti quelli che abbiamo vissuto noi, quelli che ci hanno costretto ad affrontare momenti difficili e spesso a non riuscire magari a guardare in faccia i nostri concittadini per sapere che quota parte, da parte di tutti, da parte di tutte le forze politiche nei vent’anni precedenti qualche piccola responsabilità, qualche piccola mancanza, qualche piccola disattenzione da parte dello Stato c’è sicuramente stata, se no una situazione del genere non si sarebbe mai creata».

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