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Archivio di Stato declassato, ora si muovono anche le istituzioni. Piciocchi: «Chiediamo approfondimento al ministro Giuli»

Il Vicesindaco facente funzioni, nel suo primo giorno ufficiale di incarico: «Nell’Archivio è custodito un patrimonio documentario e notarile che testimonia sette secoli ininterrotti di storia, dalla fine dell’XI secolo al 1805». Ieri Italia Nostra aveva lanciato una petizione online che ha già raggiunto le 1400 firme

«Abbiamo chiesto un incontro al Ministro della Cultura Giuli per avere un approfondimento e per assicurare al nostro archivio la dignità che merita, alla luce dell’imminente accorpamento con la Soprintendenza, deciso dieci anni fa e che ora arriverebbe alla sua concretizzazione». Lo annuncia il facente funzioni sindaco Pietro Piciocchi. «Nei prossimi giorni con l’assessore alla Cultura Lorenza Rosso visiteremo l’Archivio di Stato per incontrare il personale che lavora nella sede storica di Carignano, dove com’è noto, è custodito un patrimonio documentario e notarile che testimonia sette secoli ininterrotti di storia, dalla fine dell’XI secolo al 1805».

Intanto la petizione online lanciata ieri da Italia Nostra ha raggiunto 1400 firme in 24 ore

Nei giorni scorsi anche il consigliere regionale del Pd Federico Romeo aveva preso posizione: «La decisione di declassare l’Archivio di stato di Genova accorpandolo alla Soprintendenza non è accettabile, e bisogna trovare una soluzione per impedire che avvenga. Nei prossimi giorni presenterò un’interrogazione in Regione in cui chiedo alla Giunta che azioni vuole intraprendere per scongiurare questa situazione e se ha intenzione di chiedere al Ministero di arretrare sulla decisione. L’archivio di Stato di Genova è un unicum e un’eccellenza tra gli archivi presenti nel Paese. Il patrimonio storico della Liguria deve mantenere la sua autonomia, l’accorpamento rischia di far perdere efficienza e autonomia a una struttura sulla quale per anni lo Stato ha investito e ora invece pensa di tornare indietro. L’archivio di Stato di Genova deve rimanere autonomo, perché venga garantita la prosecuzione del suo lavoro senza nessun rischio di arretramento». La Giunta regionale, però, non ha ancora comunicato di aver intrapreso alcuna iniziativa.

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