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Legambiente, 30 anni di rapporto ecomafia. In Liguria criticità riguardo al ciclo del cemento, dei rifiuti e reati contro gli animali

Dal 1997 al 2023 in Liguria sono stati commessi 36.443 reati in materia ambientale: sono 1.350 all’anno. In Liguria si commette lo stesso numero di reati ambientali della Lombardia che ha quasi 7 volte più abitanti

Si è svolta ieri a Roma la conferenza nazionale “Ambiente e legalità: insieme per il futuro” promossa da Legambiente e Arma dei Carabinieri dove è stato presentato il 30° rapporto Ecomafia.

Guardando i dati emerge come in Italia in tre decenni le ecomafie hanno compiuto un attacco costante e incessante all’ambiente. Una media – dal 1992 al 2023 – di 79,7 reati al giorno, 3,3 ogni ora, uno ogni 18 minuti. Un ritmo impressionante contrassegnato anche da 727.771 persone denunciate e 224.485 i sequestri.

La Campania ha il primato della classifica nazionale, mentre per quanto riguarda il Nord è la Lombardia ad essere la prima nella classifica degli ecoreati.

Com’è la situazione dei reati ambientali in Liguria?

«Ad una prima lettura i numeri fanno già impressione ma letti con attenzione e pensando alle dimensioni della Liguria, preoccupano ancora di più» dicono a Legambiente. Li spiega nel dettaglio Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria e membro del Centro di Azione Giuridica di Legambiente nazionale.

«Negli anni dal 1997 al 2023 in Liguria sono stati commessi 36.443 reati in materia ambientale, sono 1.350 all’anno – dice Bigliazzi – . Ogni giorno vengono commessi 3,7 reati di carattere ambientale. Le persone denunciate nel corso di questi anni sono 29.335, una persona ogni 51 abitanti. Se vai ad un matrimonio con 100 invitati è probabile che 2 di loro siano stati denunciati per reati ambientali. Per avere un’idea della gravità della situazione, in Liguria si commettono lo stesso numero di reati ambientali che si commettono in tutta la Lombardia che ha quasi 7 volte più abitanti della Liguria. In Liguria sono stati commessi più reati ambientali che in Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Per fare il paragone con regioni che hanno dimensioni e numero di abitanti paragonabili alla Liguria, abbiamo il doppio dei reati ambientali di Marche e Abruzzo ed il triplo di Friuli e Trentino Alto Adige. I numeri sono molto alti in relazione al ciclo del cemento (8.409 reati) da non sottovalutare in relazione al ciclo dei rifiuti (4.818 reati), tra i peggiori in assoluto per tutti gli altri reati (23.216), per i quali i reati commessi nella nostra regione, in percentuale sugli abitanti, sono al livello delle regioni a tradizionale presenza mafiosa. Tra questi reati quelli su cui la nostra regione è in una situazione critica in classifica sono quelli contro gli animali: nel solo 2023 la provincia di Genova è addirittura al primo posto. Il fatto che molti di questi reati siano in materia di pesca illegale non è certo una scusante, anzi, significa che non sappiamo neanche rispettare la nostra più importante risorsa naturale, il mare. I dati dell’ultimo anno disponibile, il 2023, non sono molto differenti dagli anni precedenti, non illudiamoci che la situazione sia frutto solo del passato. Per fare un paio di esempi, le denunce per reati ambientali nel 2023 sono state 1504, quindi superiori alla media degli ultimi anni; ancora peggio per quanto riguarda il ciclo del cemento dove le denunce nel 2023 sono state 380 contro una media annuale di 311. Anche se in Liguria si costruisce meno che in passato, è semplicemente perché non c’è più spazio sulla costa iper costruita, le costruzioni abusive e illecite sono ancora di moda, continuano ad esserci e continuano, ahimè, ad non essere demolite abbastanza. Se dobbiamo trovare un elemento positivo, riguarda solo l’azione delle forze dell’ordine. Sarebbe ora che anche la politica prendesse coscienza della gravità del fenomeno dell’illegalità in materia ambientale».

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