Amt sulle critiche al bilancio: «Non si comprende la natura delle risorse definite fantasma»

L’azienda: «Si precisa che gli ammortamenti sono una componente non finanziaria e riferirsi a un ipotetico pagamento non è corretto. Non si comprende, infatti, cosa AMT avrebbe dovuto pagare». Cristina Lodi (Azione), aveva specificato che «La cosa è legittima, ma considerate tutte le negatività del bilancio, dimostra che il Comune (non Amt) non aveva i soldi per pagare gli ammortamenti e quindi li hanno rinviati e il 2025 si troverà sul bilancio un costo»

Qui sotto l’articolo con le obiezioni della capogruppo in consiglio comunale del gruppo misto (per Azione) Cristina Lodi per comprendere il commento di Amt, il commento di Amt e le pagine della relazione di Deloitte che hanno spinto la minoranza alla critica.

La replica di Amt

Sono state messe risorse ad oggi “fantasma”. 12 milioni che il Comune deve dare ad AMT non sono stati ancora deliberati, ad esempio. Previsti 8 milioni di ammortamenti ricordando che il Covid consentiva di allungare almeno di un anno gli ammortamenti cioè un costo che veniva spostato all’anno successivo.
La cosa quindi è legittima, ma considerate tutte le negatività del bilancio, dimostra che non avevano i soldi per pagare gli ammortamenti e quindi li hanno rinviati e il 2025 si troverà sul bilancio un costo
In riferimento ad alcune osservazioni emerse ieri durante la Commissione Consiliare avente a oggetto il Bilancio AMT, si precisa quanto segue.
Rispetto al Bilancio consuntivo di AMT per l’anno 2023, non si comprende la natura delle risorse definite fantasma. In merito ai 12 milioni relativi al contributo ambientale del Comune di Genova, lo stesso Collegio Sindacale di AMT ha confermato, nella propria relazione, la corretta appostazione di tale credito nel Bilancio chiuso al 31/12/2023 sulla base di due aspetti: il primo per analogia ai crediti Covid, nel rispetto dell’articolo 2423 del CC e il secondo derivante dal completamento dell’iter amministrativo tra il Comune di Genova e l’azienda.
In merito alla sospensione degli ammortamenti, lo stesso Organo di Revisione riferisce nella sua Relazione al Bilancio 2023 il titolo della norma (articolo 3, comma 8, del Decreto Legge 198/2022) in base al quale AMT si è avvalsa della facoltà di sospendere la rilevazione degli ammortamenti delle immobilizzazioni, precisando anche le ragioni della deroga nonché gli effetti della stessa e che il giudizio non è espresso con rilievi. Si precisa che gli ammortamenti sono una componente non finanziaria e riferirsi a un ipotetico pagamento non è corretto. Non si comprende, infatti, cosa AMT avrebbe dovuto pagare. I Revisori non lanciano alcun allarme e, in particolare, si richiama quanto affermato alla pagina 2 della loro relazione “nel paragrafo Continuità aziendale della Nota Integrativa e della Relazione sulla Gestione, gli Amministratori illustrano le assunzioni adottate nell’effettuare le previsioni finanziarie per i 12 mesi successivi alla data di approvazione del progetto di Bilancio, e le motivazioni per cui, nonostante le naturali incertezze connesse all’alea comunque insita in qualsiasi scenario previsionale, ed in particolar modo al verificarsi o alle tempistiche di realizzazione di taluni eventi che non sono sotto il diretto controllo della Società, hanno ritenuto appropriato adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del Bilancio”.
Infine, in merito alle sanzioni da mancati titoli di viaggio si segnala quanto riportato alla pagina 39 della Relazione sulla Gestione, parte seconda.
AMT nel corso del 2023 si è posta come obiettivo il miglioramento dell’efficienza del recupero dei crediti derivanti dall’omesso pagamento delle sanzioni emesse a seguito dell’accertamento della mancanza del titolo di viaggio, conseguentemente l’azienda ha deciso di procedere alla riscossione diretta dei crediti avvalendosi della collaborazione di un professionista.
Nella sua qualità di società in house providing, AMT ha notificato ordinanze ingiunzione ex art. 18 l. 689/1981.
Si premette che, a livello nazionale, il legislatore ha mostrato interesse per il recupero dei crediti da parte delle società in house secondo quest’ultima modalità di recupero, come si evince dall’art. 1 commi 786 e 788 l. 160/2019. Infatti, sono stati potenziati gli strumenti a disposizione per il recupero delle somme dovute agli Enti pubblici e alle società in house providing anche grazie all’art. 1 comma 791 l. 160/2019, confermato ulteriormente dall’art. 17 bis d.l. 76/2020 conv. con l. 120/2020.
Operativamente, AMT ha analizzato il pregresso da notificare con riferimento a circa 250.000 verbali da sanzioni, di cui oltre 22 milioni di euro notificati nel 2023.
Gli atti inviati nel 2023 sono andati a buon fine per circa l’85.9%. Lo scarto è dovuto a trasgressori che sono risultati principalmente irreperibili alla notifica (trasferimenti di residenza da conosciuta a sconosciuta, decessi, trasferiti ad indirizzi generici in quanto senza fissa dimora).
La risposta da parte dei debitori è stata immediatamente riscontrabile con forte affluenza presso gli sportelli per il pagamento, in particolare per gli atti con il valore minimo di 221,5 euro. Il 5% dei sanzionati si è già presentato per effettuare un pagamento a saldo o per stipulare un piano di rateizzazione.
Da un confronto fra AMT e altre società in house providing che si occupano di trasporto pubblico, è emerso che l’azienda genovese è probabilmente la prima società di questo specifico settore a sfruttare le recenti innovazioni normative.
Il valore del credito appostato a bilancio è di 22.4 milioni di euro pari alle ordinanze di ingiunzione inviate nell’esercizio 2023, ed è stato controbilanciato da un apposito fondo rischi di 14 milioni di euro (62,5% del totale) in ottica prudenziale. L’entità della quota recuperabile è stata determinata dagli Amministratori anche attraverso il supporto di uno studio legale specializzato che affianca la Società nel processo di recupero delle sanzioni, sostanzialmente sulla base delle seguenti metodologie:
1) dati storici di incasso nel medio-lungo periodo relativi a crediti analoghi di altre realtà assimilabili ad AMT;
2) ragionevole recuperabilità stimata sulla base delle risultanze emerse dalle indagini condotte sulle disponibilità dei soggetti sanzionati, delle procedure esecutive poste in essere o di eventuali accordi (esempio rateizzazioni) già raggiunti con le controparti.
L’effetto netto sul conto economico 2023 (8,4 milioni di euro) è quindi pari alla differenza tra quanto dovuto dai trasgressori all’azienda e il fondo determinato secondo i i criteri sopra esposti.
La relazione di Deloitte
Ecco i punti della relazione di Deloitte che hanno spinto l’opposizione alle critiche









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