Quartieri 

In piazza Manzoni abbeveratoio dell’Ottocento circondato da uno steccato da ranch, rivolta dell’opposizione in Municipio

L’ex presidente del parlamentino e responsabile di Pd e liste civiche per Municipi ed enti locali, l’architetto Massimo Ferrante: «Se qualcosa richiede manutenzione e/o controllo risolvono il problema con delle recinzioni e nascondono il tutto»

Interrogazione dei gruppi di opposizione del Municipio III Bassa Val Bisagno per la copertura della fontana in piazza Manzoni con una palizzata in legno. È firmata da capigruppo e consiglieri: Mariateresa Ruzza e Maria Carlucci per la Lista Noi con Massimo Ferrante, Enrico Sergio Davico per la Lista Genova Civica Ariel Dello Strologo, Fabrizio Ivaldi, Alessandra Leonardo, Giorgio Di Lisciandro, Marco Del Gatto e Luca Mastropietro per il Pd, Gabriele Ruocco per la Lista Rossoverde, Alfonso Nalbone per il Movimento 5 Stelle.



«In piazza Manzoni al centro della stessa lato mare esiste un manufatto (vincolato dalla Soprintendenza delle Belle Arti)risalente alla fine dell’800, altrimenti definito abbeveratoio, restaurato in data 2011 anche apponendo intorno al manufatto una pavimentazione in pietra per esaltarne le fattezze – si legge nell’interrogazione -. Non si è più provveduto al ripristino della funzionalità e dell’estetica della fontana, che valorizzerebbe e abbellirebbe la piazza e permetterebbe ai residenti del quartiere e ai cittadini tutti (nonché agli studenti della vicina scuola media) di godere di una significativa opera d’arte, nonché di recuperare un pezzo di storia del quartiere che non è stata assolutamente rispettata, e inoltre effettuando un recupero alla sua funzionalità l’abbeveratoio sarebbe un fiore all’occhiello del quartiere: si renderebbe attrattivo e inclusivo, un luogo storico che in tal modo potrebbe essere vissuto non solo dai cittadini, ma anche visitato dai turisti, facendone giovare l’economia della zona e contribuendo a costituire un deterrente al dilagante degrado della piazza. Invece si è ritenuto (con decisione unilaterale, senza neppure coinvolgere la Sovrintendenza delle Belle arti) di far erigere una orrenda “palizzata” stile western attorno alla fontana, celandone cosi completamente la vista ai passanti».

«Non si è manifestato alcun interesse né attenzione e considerazione della storia cittadina, né alcun rispetto del giusto diritto della cittadinanza di godere di quanto di storico e piacevole esiste nel quartiere – proseguono i consiglieri -. Chiediamo per quali motivi si è ricorso a nascondere il manufatto storico con una ignobile palizzata stile “ranch”, tenendo conto che non paiono esistere motivazioni di sicurezza, in quanto nella piazza sono presenti più sistemi di videosorveglianza; Si deve intendere questo come l’inizio di un nuovo corso che provvederà a nascondere anziché impegnarci con interventi specifici di recupero e valorizzazione? Dovremo quindi attenderci un fiorire di “palizzate” in giro per la città? Chiediamo l’impegno del presidente del Municipio, Angelo Guidi e della Giunta per l’immediata rimozione dell’ignobile palizzata e per sttuare un recupero del manufatto storico alla sua funzionalità e fruizione».

Si esprime anche Massimo Ferrante, ex presidente del Municipio, architetto e attuale responsabile per Partito Democratico e liste civiche di Municipi ed enti locali: «Personalmente ritengo una palizzata di legno intorno a uno storico manufatto l’ennesima dimostrazione di noncuranza delle regole di urbanistica e architettonica e il mio è il giudizio di architetto professionista – dice Ferrante -. A specifica domanda ai due operai perché avessero recintato la fontana seicentesca la risposta è stata “perché hanno avuto numerose segnalazioni di bambini che ci salgono sopra e allora prima che arrivi una denuncia al comune/municipio hanno deciso di recintarla”. Quindi da ora in poi se qualcosa richiede manutenzione e/o controllo risolviamo il problema con delle recinzioni e nascondono il tutto».

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