Halloween festa americana? Il professor Paolo Aldo Rossi: «È una festa sarda da venti secoli»

Già professore ordinario di Storia del pensiero scientifico nell’Università di Genova, il Professore racconta la storia delle celebrazioni di “Su mortu mortu”: «In alcune zone della Sardegna vengono esposte delle zucche arancioni, per lo più in Barbagia dove le usanze restano per lo più fedeli a quelle che furono nei tempi andati, facendo tornare alla mente l’antico rito praticato sia in Sardegna che in Corsica: cioè quello prendere i crani dal cimitero per far piovere, il cranio in seguito venne sostituito da una zucca che ne richiama le fattezze»


Il su mortu mortu (in italiano letteralmente “morto morto”), conosciuto anche come peti coccone, su pane ‘e su tocu, is ànimas, is panixeddas e su biddiu longu è una tradizione che ricorre in Sardegna nel giorno della Commemorazione dei defunti o nei giorni precedenti.

Le parole che danno il nome a questa festa sono le stesse che i bambini, spesso portando in mano un lume oppure indossando una maschera, utilizzano per chiedere offerte nelle case del proprio paese, dicendo al padrone di casa o degli esercizi commerciali frasi come “sòe su mortu mortu!”, “peti coccone!”, “seus bènnius po is animeddas!”. Quindi gli adulti, che non devono essere a corto di doni, fanno ai bambini offerte di ogni tipo. Questi ultimi lasciano le case soddisfatti del loro bottino.
di Paolo Aldo Rossi
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Su mortu mortu
Non ho niente contro Halloween ma devo dirvi che e’ una festa sarda da venti secoli … dalla civiltà nuragica Da zona a zona in Sardegna cambia il nome della festività ma non la valenza che le si attribuisce: Su bene e is animas, is animas, o su mortu mortu in Barbagia. In alcune zone della Sardegna vengono esposte delle zucche arancioni, per lo più in Barbagia dove le usanze restano per lo più fedeli a quelle che furono nei tempi andati, facendo tornare alla mente l’antico rito praticato sia in Sardegna che in Corsica: cioè quello prendere i crani dal cimitero per far piovere, il cranio in seguito venne sostituito da una zucca che ne richiama le fattezze. Ecco come si esprime un vecchio di Ghilarza sul rito di Maimone, il dio pagano della pioggia: “Il simulacro più antico, la zucca, veniva portato in giro 70-75 anni fa, senza il supporto di lettighe o di altri elementi”. Zucca che tutt’oggi viene utilizzata per la festa dei morti. In Sardegna questa festa avrebbe luogo da millenni … Ma come funzionava in Sardegna? Nel Campidano e in tutto il sud dell’Isola i bambini andavano a chiedere, di porta in porta, qualche dono per le “piccole anime”, da cui il nome “is animeddas”. Anticamente ai bambini venivano donati dolci preparati in casa come le pabassinas, su pani de saba, e soprattutto un dolce che merita attenzione anche per il nome che lo caratterizza, ossu de mottu (osso di morto), a cui venivano aggiunti poi altri doni come le melagrane, le castagne e la frutta secca. Lasciamo stare gli americani e gente consimile … e l Celti la festeggiano come shamain Samhain (pronunciato in inglese [ˈsɑːwɪn], [ˈsaʊeɪn] o [ˈsaʊɪn]; in irlandese [ˈsˠəunʲ]), scritto anche Sauin (alla mannese), è una antica (VI secolo a.C. o anche prima) festa pagana di origine gaelica, che si celebra tra il 31 ottobre e il 1º novembre, spesso conosciuta anche come Capodanno celtico.Ma in Sardegna c’era prima … uguale a quella americana o gaelica
*Paolo Aldo Rossi è laureato in filosofia e in matematica. Già professore ordinario di Storia del pensiero scientifico nell’Università di Genova, ha insegnato anche Filosofia della scienza, Storia delle matematiche, Storia del pensiero scientifico in età moderna e Storia e comunicazioni scientifiche.


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