Sto con Bucci perché... 

Claudio Burlando (Orgoglio Liguria): «Io con Bucci perché la cultura sia l’humus di una comunità sana e coesa»

Dieci candidati, cinque a sinistra e cinque a destra, raccontano perché sostengono, rispettivamente Orlando o Bucci. Abbiamo scelto 10 persone che hanno colpito o incuriosito per la loro campagna elettorale. Cominciamo con Claudio Burlando, omonimo dell’ex ministro, fino alla candidatura presidente sezione Turismo Cultura Comunicazione di Confindustria Genova e Componente GT Cultura di Confindustria

Ho deciso di accettare l’invito di Marco Bucci e mettermi a disposizione della nostra Regione, una sfida e un’esperienza che porterò avanti con la stessa dedizione con cui mi sono sempre adoperato in tutto ciò che ho intrapreso professionalmente.

Ho deciso di accettare l’invito di Marco Bucci e mettermi a disposizione della nostra Regione, una sfida e un’esperienza che porterò avanti con la stessa dedizione con cui mi sono sempre adoperato in tutto ciò che ho intrapreso professionalmente.
Una delle motivazioni che mi hanno fatto dire sì a Bucci è la conferma sulla nomina dell’assessore alla Cultura, figura che da troppo tempo si sente la mancanza.
È sempre stata mia convinzione che bisogna pensare da statisti e guardare al futuro, oltre le prossime elezioni. Costruire e continuare progetti necessari al miglioramento della nostra Liguria, a prescindere dalla forza politica che li ha avviati.
E in questo senso la cultura deve essere continuativa.
Credo in un assessorato alla cultura che possa e debba destinare fondi per riqualificare gli spazi civici di quartieri periferici, comuni e borghi attualmente inutilizzati, al fine di ricreare quell’humus necessario e indispensabile alla crescita di una comunità sana e coesa. Pensiamo a quanta energia diffondiamo uscendo da un teatro dopo aver assistito ad uno spettacolo.
E non è così utopistico che malcostume, delinquenza e malaffare possano essere sconfitti dalla forza della cultura. Investire nel trasporto pubblico serale, permettere a chi non abita nei centri città di poter andare a teatro e ritornare a casa senza difficoltà.

Ad integrazione del programma di Marco Bucci, ho creato il progetto AMBRA, un acronimo che sviluppa il tema della cultura attraverso Apprendimento, cultura del sapere e del fare, Memoria, le tradizioni storiche e artistiche, Benessere, la cultura della vita, Risorse turistiche, naturali e culturali, Attività produttive, la cultura d’impresa.
Formazione, scuola, lavoro, devono viaggiare sempre più sullo stesso binario, sia dal punto di vista filosofico con una vera e propria cultura della formazione, sia dal punto di vista organizzativo con la semplificazione delle procedure.
La persona è al centro, per questo ritengo importante che gli assessorati di riferimento fondino i loro obiettivi sull’ascolto della società civile. E lavorare così a stretto contatto quasi come un unico Assessorato: Istruzione, Formazione e Lavoro. Le aziende hanno la necessità di avere persone istruite sull’educazione civica, che diventa vivida nel momento in cui i percorsi formativi puntano su valori come le interazioni umane e le capacità di comprendere le regole dei luoghi di lavoro. Nel decreto del Ministro dell’Istruzione Valditara, recante le “linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica”, viene affermato che “La diffusione della cultura d’impresa consente alle studentesse e agli studenti di potenziare attitudini e conoscenze relative al mondo del lavoro”. Gli enti formativi, da parte loro, hanno la necessità di accedere a procedure semplificate che consentano di poter potenziare la loro offerta formativa senza necessariamente mettere in piedi per ogni bando una vera e propria squadra dedicata solo alla burocrazia. Immaginando di essere parte del prossimo Consiglio Regionale, vorrei poter organizzare le “Asside della Formazione e del Lavoro”, un evento dove poter ascoltare istituzioni, enti formativi, ITS e aziende, esempi virtuosi anche internazionali, per un Futuro Presente fatto di Apprendimento e sviluppo economico, con lo stesso intento e Orgoglio dei nostri antenati, che hanno costruito pietra su pietra la nostra Liguria.
C’è poi la memoria storica, che deve essere promossa e insegnata ai nostri giovani. Guidarli ad amare le nostre eredità marinare e collinari e promuoverle perché il futuro non accetta sconti.
Solo facendo tesoro delle nostre ricchezze e salvaguardandole potremo gettare le fondamenta utili ai nostri figli, per una qualità della vita in salute e un progetto degno di essere chiamato avvenire.
Ho avuto modo di visitare attività produttive del nostro entroterra. Esempi virtuosi, che con fatica e tenacia continuano le tradizioni producendo prodotti d’eccellenza.
Ho ascoltato un’imprenditrice che ha descritto con passione l’attività di famiglia e ho compreso facilmente il suo concetto di abbondanza, come qualità della vita. Ascoltare il territorio, le sue difficoltà relative alle infrastrutture e telecomunicazioni, questo è quello che voglio fare.
Le buone idee partono dalla felicità che vogliamo raggiungere, in fondo dobbiamo solo desiderare ciò che abbiamo: una regione meravigliosa.
Superiamo il luogo comune del: “E lo so, e va beh, tanto non cambia”.
Questa per me è la Cultura della vita.

*Questa serie di interviste non è sponsorizzata o pagata dai candidati. È il tentativo di capire meglio alcuni dei candidati che più hanno colpito o incuriosito i cittadini o che sono portatori di programmi su alcuni temi specifici.
Abbiamo scelto:
Per la destra, Claudio Burlando (Orgoglio Liguria), Sergio Gambino (Fdi), Alessio Piana (Lega), Jessica Nicolini (Vince Liguria), Ilaria Carassale (Orgoglio Liguria).
Per la sinistra Cristina Lodi (Patto Civico e Riformista), Rita Bruzzone (Pd), Tiziana Nanni (Alleanza Verdi Sinistra), Ilaria Gibelli, Paola Negro (Liguri a testa alta), Ilaria Gibelli (Lista Andrea Orlando Presidente).

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