Rixi e Bordilli, la bicicletta elettorale in funzione anti Piana che, con una lettera, fa infuriare i comitati del Ponente

Elezioni regionali con la Lega valutata dai sondaggi al 5,5, in caduta libera rispetto alle scorse regionali in cui aveva ottenuto 17,4%, il segretario regionale punta per la terza volta sull’assessora comunale. Il Coordinamento dei comitati risponde alla missiva elettorale recapitata nei giorni scorsi: «Ennesima offesa ai cittadini che si stanno battendo per la difesa del territorio e un menzognero escamotage acchiappa voti, ma il Ponente non dimentica e non è stupido!»

Su una cosa scritta nel volantino Rixi-Salvini nessuno può avere da obiettare: «È un momento cruciale per il nostro futuro», scrivono i due. Però non tanto per quello del ponente genovese e nemmeno per quello di Edoardo Rixi, che il suo “domani” lo ha in campo nazionale e che resterà a fare il viceministro ai trasporti, con aspirazioni da ministro nel caso in cui il leader del Carroccio, Matteo Salvini, attuale ministro dei trasporti e imputato per sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio per non aver fatto sbarcare nell’estate del 2019 i 147 migranti a bordo della nave Open Arms, venga condannato a Palermo. Il momento è cruciale per la Lega in Liguria, molto sotto il dato nazionale, molto molto sotto ai risultati del nord, in continua contrazione nei confronti di Forza Italia che in Liguria, secondo i più recenti sondaggi, vale quasi il doppio: 10% contro 5,5% in Liguria mentre i sondaggi nazionali li danno quasi in pareggio: rispettivamente 8,6% per Fi in continua rimonta e 8,7 per la Lega che comunque resta più di 3 punti sopra al dato regionale ligure. La Lega è in caduta libera rispetto alle ultime regionali del 2020, dove ottenne il 17,4% e in calo anche rispetto alle comunali del 2022, quando ottenne il 6,7%. Alle Comunali ha ottenuto da Bucci un numero di poltrone superiori al proprio peso, soprattutto rispetto a Fratelli d’Italia che ora, per le regionali, è dato oltre il 21%, cioè quasi quattro volte il risultato dei sondaggi per la Lega.

Sarà un momento cruciale anche per il futuro anche di Paola Bordilli, che Rixi ha scelto una prima volta come assessora nel 2017, per la bicicletta uomo-donna. Un’altra volta puntellando la sua posizione come già fece alle comunali 2017 quando, dovendo scegliere proprio una donna da suggerire a Bucci, nonostante lei non avesse un minuto di militanza prima delle candidature, la preferì come assessore a una veterana dei banchetti come Lorella Fontana (che aveva preso 45 voti in più) nonostante i soli 280 voti raggranellati. Alle Comunali 2022 Bordilli finì capolista, ufficialmente perché la lista del Carroccio era in ordine alfabetico, ma all’interno del partito è cosa nota che l’iniziale del cognome dell’assessora comunale ha fatto semplicemente buon gioco per rendere indolore una scelta che sarebbe stata fatta comunque. Per lei, però, non fu una cavalcata trionfale nonostante il posto da capolista. Risultò, sì, prima degli eletti, ma con sole 769 preferenze contro le 1.175 del capolista leghista del 2017, Alessio Piana. E questo nonostante la spinta delle categorie economiche di riferimento. Perché la base dei commercianti, che solo in minima parte sono “sindacalizzati” e solo in minimissima parte votano quel che consiglia l’associazione, ha ritenuto che avesse avallato per tutto il mandato precedente la scelta di Bucci di spingere al massimo i supermercati. In fin dei conti, se la cosa non gli fosse andata bene avrebbe potuto dimettersi come si era dimessa per divergenze col primo cittadino Elisa Serafini. E non lo ha fatto, continuando a governare il commercio. La stessa cosa è successa per due anni dopo la seconda rielezione, per un totale di più di 7 anni in una città dove i punti vendita della grande distribuzione organizzata sono spuntati e continuano a spuntare ovunque come funghi come mai era accaduto prima. Nel 2022, Bordilli aveva scontato la scarsa attenzione al mondo dei mercati di merci varie che da soli a Genova valgono almeno un paio di migliaia di voti. E la cosa non è cambiata nel frattempo. Nel commercio tradizionale, poi, in tanti non le perdonano di non aver approvato il piano comunale del Commercio, ancora latitante dopo 7 anni e che avrebbe dovuto sostenere le piccole e medie imprese del territorio proprio contro la grande distribuzione organizzata. La giornata di gratuità dei parcheggi il primo sabato di saldi (in aperto contrasto con le regole di gestione della mobilità degli ultimi 20 anni come peraltro il punto del programma di Marco Bucci che vuole “Incentivare i comuni nella realizzazione di un numero maggiore di parcheggi specialmente nei centri città”) non a tutti piace e comunque è un pannicello caldo a fronte della profonda crisi, a Genova esacerbata dalle tante aperture di medie e grandi superfici di vendita dei colossi del commercio.
Iperpresenzialista degli eventi anche minimi e dei tagli dei nastri, anche di negozietti minuscoli, Bordilli rischia di perdere anche il consenso dei pubblici esercizi che si era guadagnata con la grande apertura per i dehors. Tanti, troppi secondo alcuni, in quartieri come la Foce, dove posteggiare, tra i cantieri del waterfont e sedie e tavolini, è diventata una missione praticamente impossibile. Mancano ancora le linee guida per i dehors, che da fine anno non possono più trasformare i quartieri in baraccopoli come è successo, per esigenze contingenti, durante il periodo Covid. E ormai mancano meno di due mesi. C’è anche chi teme che il piano del Commercio non venga fatto passare prima delle elezioni regionali perché la sua linea non incentiverebbe al voto per il sindaco-candidato presidente. Il punto del programma di Bucci che parla di «Modificare la disciplina urbanistica regionale, all’interno dei dettami della normativa europea, in merito alle autorizzazioni all’esercizio di attività commerciali superiori a 1500 mq di vendita», poi, fa temere che questo non vada a favore dei piccoli negozianti e che si voglia “sfondare” la legge regionale (il piano del Commercio che risale, nella sua prima stesura, al 2007) per dare ancora maggiore spazio alla grande distribuzione organizzata.
Non è un mistero che Bordilli, avendo compreso che il commercio non basta e che il consenso conquistato in quel settore va mano a mano scemando, negli ultimi due anni abbia curato particolarmente la parte della sua delega relativa alle “tradizioni”, tanto che tutto è diventato tradizioni e a tutti gli eventi compare lei, con la fascia tricolore sempre nella borsetta. Molte le invasioni di campo su temi ben lontani dalla sua competenza, come la cultura. L’assessora ha investito molto tempo nei rapporti con consessi numerosi come bande, gruppi di figuranti, pro loco, cori, scuole di danza e compagnia cantando, comprese le confraternite, destinatarie, qualche giorno fa, di una sua accorata lettera di invito a un incontro nella sede istituzionale a Tursi per parlare di «cosa abbiamo fatto e cosa ancora potremo fare». Insomma, non un tema specifico, ma una chiamata dal sapore elettorale. Bordilli compare, poi, sempre più spesso a eventi legati alla Chiesa. Insomma, sono passati i tempi in cui partecipava con convinzione e condivideva con altrettanta convinzione sui social la lotta all’apertura di un centro per rifugiati a Multedo, organizzato dalla realtà dell’Arcidiocesi di Genova della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della conferenza Episcopale Italiana.
Ora Rixi, che è anche segretario regionale del Carroccio, la sceglie per la terza volta, addirittura per la bicicletta elettorale uomo-donna, certo scontentando la segretaria provinciale Francesca Corso, anche lei candidata. In molti nel partito non perdonano a Bordilli di non aver fatto un secondo di militanza prima di ottenere la poltrona. I bene informati all’interno della Lega dicono che sarebbe una manovra contro le truppe della corrente pesante e non sempre amica del parlamentare Francesco Bruzzone, rappresentata in lista da quell’Alessio Piana che ora è l’assessore uscente alle Attività Economiche di via Fieschi e che ha sempre avuto moltissimi voti.
Il fatto è che con quel 5,5% di consiglieri alla Lega ne toccheranno uno se Bucci perde e due se Bucci vince. A parte Rixi, che comunque lascerà il posto, il meglio piazzato sembra il chiavarese Sandro Garibaldi che nel 2020 si aggiudicò la bellezza di 2.640 preferenze. Primo degli eletti fu Piana, con 2.821 voti che questa volta, per la candidura del viceministro-segretario regionale potrebbero essere ridotti lasciando spazio all’assessora. Bordilli, nonostante il suo intenso impegno per raggranellare preferenze in ogni dove, da sola contro Piana non potrebbe farcela. Ma col turbo della bicicletta con Rixi (cioè la possibilità di votare una donna insieme a un uomo), promossa da cartelloni stradali e sui bus e dalla pubblicità online potrebbe farcela eccome in caso di vittoria di Bucci.
Rixi e Bordilli hanno anche inviato una letterina agli elettori del ponente della città, dove si invita a votare entrambi, si fa riferimento alle “radici ponentine” di tutti e due (originari di Pegli) e si ricorda, come unica carta concreta per aggregare consensi, il paletto messo dal viceministro al progetto annunciato e voluto da Bucci e dal suo vicesindaco Pietro Piciocchi, di costruire i cassoni della Diga proprio a Ponente. Ora, in squadra proprio con Bucci, Rixi invita a votare se stesso e la Bordilli per «dare fiducia a chi conosce i problemi di ogni giorno».
Pronta la risposta non proprio amichevole e di consenso dei comitati del territorio.
Ecco il testo

Il Coordinamento dei Comitati del Ponente ci tiene a sottolineare che, contrariamente a ciò che è apparso in una lettera agli elettori, la Lega non ha mai dimostrato di voler difendere il Ponente dalla servitù della fabbrica dei cassoni tanto amata da Bucci e da tutti i suoi adepti. L’ assessore Bordilli non ha mai supportato la cittadinanza nelle manifestazioni a difesa del territorio.
Per inciso, va ricordata la sua partecipazione in prima fila contro il centro Migrantes (della curia diocesana) 17 ottobre 2017
Il Coordinamento dei Comitati del Ponente è stato presente in Municipio e in Comune tutte le volte che si è toccato tale argomento esposto anche al Sindaco in un incontro dedicato ma non ci sono stati riscontri positivi. A suo tempo Rixi non ha risposto alle nostre mail in merito a tale problematica e il decreto Salvini sul riempimento dei cassoni conferma la scarsa attenzione della Lega verso la salute dei cittadini.
È necessario ricordare che a fermare la costruzione dei cassoni nel cantiere al sesto modulo del porto di Pra’
sono state le 5000 persone che hanno manifestato il 25 marzo 2023.
Questa lettera costituisce l’ennesima offesa ai cittadini che si stanno battendo per la difesa del territorio e un menzognero escamotage acchiappa voti ma IL PONENTE NON DIMENTICA E NON È STUPIDO!
La replica di Rixi: «I Comitati del Ponente sembrano più interessati a fare sterile polemica politica che a ottenere risultati concreti. La Lega contro i cassoni a Pra’ ha lavorato su più fronti per trovare soluzioni, mentre i Comitati si limitavano a puntare il dito e a gridare al lupo. Ci siamo confrontati nel Municipio di Voltri, presente anche il presidente Barbazza, e ho preso un impegno con la cittadinanza che – come ricordano gli articoli del tempo – ho mantenuto. I Comitati dovrebbero altresì ricordare che le servitù che affliggono il Ponente oggi sono il risultato di scelte fatte da vecchie amministrazioni di centrosinistra, e non certo da noi. Stiamo lavorando a un nuovo piano regolatore del porto che a Ponente non preveda nuovi riempimenti, né ulteriore consumo di suolo. Stiamo anche studiando una serie di compensazioni che porteranno ulteriori benefici al territorio. Invece di accusare, sarebbe il caso di riconoscere i risultati ottenuti. Il Ponente merita un confronto serio, non chi cerca solo visibilità politica con vecchie polemiche. E a scanso di equivoci: io ho una parola sola, e il mio territorio è sacro. Non tutti possono dire lo stesso».


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