Oggi a Genova 

D’Angelo: «La giunta Bucci affitta due piani di edificio sul Waterfront. Quanto costeranno ai genovesi?»

Il segretario metropolitano del Pd: «Locazione per 16 anni dall’azienda CDS. Con quale finalità? Perché non se ne è discusso in consiglio?». L’edificio deve ancora essere costruito. Intanto il presidente della Federazione Italiana Pallavolo dichiara che il palasport è troppo basso e non ci si potranno giocare gare ufficiali. Orlando: «Non torna nulla in questa gestione opaca dei beni pubblici che la Giunta Bucci continua a portare avanti e da cui la città di Genova non trae alcun vantaggio o ricaduta positiva»

«Il quotidiano La Repubblica rivela oggi che il Comune di Genova, quindi la Giunta Bucci, si sarebbe impegnato a prendere in locazione per 16 anni dall’azienda CDS due piani dell’edificio del Waterfront ancora da costruire – dice Simone D’Angelo, segretario metropolitano Pd Genova -. Dopo il riacquisto del Palasport, venduto a 14 milioni a CDS e ricomprato dalla stessa a 27, ora il Comune prenderebbe in affitto porzioni delle aree a suo tempo svendute all’impresa privata. Con quali finalità? Con quale impegno di spesa? Perché il Comune si è impegnato alla locazione prima ancora che l’edificio sia costruito? Perché la questione non è stata discussa in Consiglio Comunale?»

«L’operazione svelata dalla stampa sa tanto di una misura finanziaria per dare ossigeno a un’operazione economica che non riesce ad avere il ritorno previsto, nonostante il generoso riacquisto del Palasport – prosegue D’Angelo -. Secondo le risposte finora ottenute dal Comune, sono quasi 200 i milioni di Euro di risorse pubbliche che hanno finanziato l’operazione privata del Waterfront. Quanti altri denari pubblici dovremo ancora sborsare per rendere profittevole un’operazione economica privata?».

L’azienda Cds è la stessa che ha presentato un’offerta per l’acquisto dello stadio Luigi Ferraris, come ha comunicato nei giorni scorsi lo stesso Comune.

Intanto Il presidente della Fipav (Federazione Italiana Pallavolo) Giuseppe Manfredi ha dichiarato al Secolo XIX: «Palasport troppo basso per le gare ufficiali, sarà possibile giocare solo in amichevole».

«Basta scelte sulla testa dei genovesi e dei tifosi – dichiara il candidato presidente del centrosinistra Andrea Orlando -. Sulla stampa ligure oggi si leggono ricostruzioni, tutte da chiarire, rispetto al metodo Bucci utilizzato per realizzare il Waterfront e, pare, per vendere lo stadio Luigi Ferraris. È vero che il Comune di Genova, quindi la Giunta Bucci, si sarebbe impegnata ad affittare per 16 anni da CDS immobili al Waterfront? La stessa CDS a cui il Comune ha versato 27 milioni di euro pubblici per l’arena sportiva del palasport – troppo bassa per le partite ufficiali dell’Italvolley, come si legge sempre oggi sui quotidiani – dopo che la stessa società l’aveva precedentemente acquistato dal Comune pagandolo 14 milioni di euro e trasformandolo in un maxi-centro commerciale di cui CDS ha mantenuto la proprietà, e i futuri profitti. La stessa CDS protagonista del Waterfront, progetto di riqualificazione delle aree della Fiera di Genova che non avrebbe dovuto comportare alcun esborso di denaro pubblico, e che invece ha visto il Comune di Genova protagonista di investimenti per quasi 160 milioni di euro pubblici, per un’area ad oggi destinata alla sola edilizia residenziale di lusso. Sarà questo il destino anche dello Stadio, a discapito delle società calcistiche Genoa e Sampdoria che hanno presentato rispettive offerte di acquisto, ma che si trovano a competere con l’offerta di CDS “sollecitata” dalla Giunta Bucci? Lo ha comunicato il vicesindaco in televisione, senza alcuna discussione in Consiglio Comunale, senza alcun confronto con la città e con le due squadre cittadine, riproponendo il modo di agire ormai consolidato da parte di Bucci. Qual è l’obiettivo del Comune di Genova? Realizzare un nuovo centro commerciale nello stadio? Escludere Genoa e Sampdoria dalla gestione dell’impianto?».

«Non torna nulla in questa gestione opaca dei beni pubblici che la Giunta Bucci continua a portare avanti e da cui la città di Genova non trae alcun vantaggio o ricaduta positiva. Ai cittadini restano solo le fregature di operazioni costose e realizzate male. Non basta fare, bisogna fare per bene» conclude Orlando.

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