Omicidio in carcere, la procura apre un fascicolo per omissione e morte in conseguenza di altro reato

L’indagine è stata avviata a seguito di un esposto del garante regionale dei detenuti, Doriano Saracino, che ha raccolto la segnalazione di altri carcerati nell’istituto di pena di Marassi nello stesso periodo, il settembre 2023. I carcerati hanno riferito che Molinari sarebbe stato minacciato nei giorni precedenti alla morte e che avrebbero provato a segnalare la cosa, senza che nessuno prendesse provvedimenti

Roberto Molinari è stato massacrato di botte con la gamba di un tavolo, ucciso dal suo compagno di cella Luca Gervasio. Era la notte del 13 settembre 2023. Tre giorni prima, Molinari era arrivato in infermeria, ferito. Proprio quella notte, gli agenti della penitenziaria avevano sentito Gervasio dire a Molinari che non doveva fare la spia e avevano detto a quello che qualche giorno dopo sarebbe diventato l’assassino del senza fissa dimora (in carcere per il furto di prodotti alimentari, un mite sistemato, però, nell’area dei detenuti violenti) che se diceva al compagno di cella di non fare la spia, allora certamente aveva fatto qualcosa che non doveva. Ma tutto era finito lì.

In infermeria, Molinari aveva spiegato di essere caduto, ma il medico non gli aveva creduto. Così il dottore aveva scritto nel rapporto che le ferite erano compatibili con un’aggressione. Per quel motivo sia Molinari sia Gervasio erano stati convocati per qualche giorno dopo dal comandante della polizia penitenziaria. Molinari, però, a quel colloquio non c’è mai arrivato perché la notte prima è stato colpito otto volte e con violenza dal compagno di cella, un quarantottenne in passato dichiarato semi infermo di mente per ben tre volte.
Nonostante la segnalazione di altri carcerati e quella del medico, nessuno ha cambiato di cella né a Gervasio né a Molinari, inspiegabilmente detenuto nel settore dei violenti nonostante non si fosse mai macchiato di reati contro la persona, ma solo di furtarelli le cui pene, sommate, lo avevano portato in carcere. Probabilmente, quando è stato aggredito, Molinari stava dormendo e le bastonate sul capo che lo hanno ucciso gli sono arrivate addosso senza nemmeno potesse capire cosa stava succedendo. Su quanto è accaduto ha indagato la Squadra Mobile che ha potuto contare anche sulle riprese delle telecamere dei corridoi del carcere.
Nella foto: a sinistra Luca Gervasio, a destra Roberto Molinari


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