Cronaca 

Rivolta nella notte nel carcere di Pontedecimo, Il sindacato Sinappe: «Ennesima follia nel sistema penitenziario allo sbando»

I detenuti hanno distrutto parte dell’infermeria, appropriandosi di siringhe e bombole a ossigeno e hanno incendiato alcune celle

«Ancora una notte di caos nel carcere di Genova Pontedecimo, dove una rivolta dei detenuti, scoppiata per motivi futili, ha messo a dura prova il personale di Polizia Penitenziaria. I detenuti, armati di gambe di sedie, tavoli e pezzi di brande, hanno distrutto parte dell’infermeria, appropriandosi di siringhe, bombolette d’ossigeno e altri oggetti. Durante la sommossa hanno anche incendiato alcune celle. Solo l’intervento tempestivo e professionale del personale di polizia, con il supporto di rinforzi provenienti dal vicino carcere di Genova Marassi, ha permesso di contenere la situazione, riportando la calma». A raccontare cosa è successo nella notte nel penitenziario di Pontedecimo è Roberto Santini, segretario generale del Sinappe, organizzazione sindacale di Polizia Penitenziaria, che aggiunge: «Purtroppo stiamo assistendo a continui bollettini di guerra. L’ennesima testimonianza di un sistema penitenziario che ormai è al collasso».

«Il Sinappe denuncia da tempo la situazione critica all’interno degli istituti penitenziari, dove la mancanza di soluzioni concrete e programmatiche da parte delle istituzioni mette in pericolo quotidianamente la vita del personale – prosegue Santini -. “La politica e l’amministrazione devono fare chiarezza su come intendono affrontare le problematiche del sistema penitenziario. Non è più possibile che donne e uomini del Corpo rischino l’incolumità fisica e psicologica per una gestione inefficiente».

L’organizzazione sindacale chiede «con urgenza che il ministro della Giustizia Carlo Nordio convochi un tavolo di confronto per rivedere le modalità operative e le regole d’ingaggio del personale di Polizia Penitenziaria».

«Il manuale operativo pubblicato lo scorso anno, senza il supporto di chiare direttive applicative, rimane solo carta – conclude il segretario generale Sinappe -. Abbiamo bisogno di circolari che offrano al personale regole chiare per affrontare queste
emergenze. La sicurezza all’interno degli istituti penitenziari e la salvaguardia degli agenti di Polizia Penitenziaria non possono più essere messe in secondo piano».

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