L’opposizione di Palazzo Tursi rifiuta l’incontro con Cassibba e chiede le sue dimissioni

La missiva al presidente del Consiglio Comunale: «Nella sala Rossa di Tursi continuano gli atteggiamenti vessatori. Mai avremmo pensato, però, di ritrovarci in una situazione ancora più grave, dove la Presidenza del Consiglio intimava a sette agenti armati in Sala Rossa di trascinare fuori le consigliere e i consiglieri di minoranza, colpevoli di dissenso. Una situazione che non ha visto una sua ulteriore degenerazione – lesiva anche delle dignità dell’istituzione democratica che siamo chiamati a rappresentare – solo grazie alla professionalità degli agenti della Polizia Locale intervenuti»

Il presidente del Consiglio, il 26 luglio scorso, dopo le polemiche per come si era minacciosamente avvicinato al capogruppo Pd Simone d’Angelo, aveva invitato la minoranza a un incontro fissato per oggi. Ma, dopo quanto è avvenuto martedì scorso nella Sala Rossa, i capigruppo di Pd, Lista Rossoverde, M5S e Gruppo Misto-Azione, insieme al vice presidente del Consiglio Comunale, hanno declinato l’invito, motivando la loro decisione.


La lettera è firmata dal vicepresidente del consiglio Alberto Pandolfo e da Simone d’Angelo, Filippo Bruzzone, Fabio Ceraudo e Cristina Lodi, capigruppo, rispettivamente, di Pd, Lista Rossoverde, M5S e Gruppo Misto-Azione ed è stata scritta in risposta a quanto avvenuto martedì scorso, quando Cassibba ha espulso quattro consiglieri facendoli scortare fuori dalla Polizia locale.
Ecco il testo della lettera

Gent.mo Presidente,
con queste poche righe siamo a comunicarLe la nostra decisione di non raccogliere il Suo invito.
Il ripetersi di atteggiamenti vessatori, mostra – dal nostro punto di vista – una Sua inadeguata, quanto preoccupante, cultura istituzionale, che ha portato in questi mesi a un’inaccettabile situazione di tensione all’interno della Sala Rossa.
Ci teniamo a sottolinearLe come questo clima non riguardi il rapporto tra le consigliere e i consiglieri comunali, ma sia esclusivamente legata a una gestione dai tratti ademocratici.
Avevamo già manifestato a Sua Eccellenza la Prefetta di Genova le nostre preoccupazioni, dopo il tentativo di aggressione fisica da Lei perpetrato verso i banchi della minoranza. Mai avremmo pensato, però, di ritrovarci in una situazione ancora più grave, dove la Presidenza del Consiglio intimava a sette agenti armati in Sala Rossa di trascinare fuori le consigliere e i consiglieri di minoranza, colpevoli di dissenso.
Una situazione che non ha visto una sua ulteriore degenerazione – lesiva anche delle dignità dell’istituzione democratica che siamo chiamati a rappresentare – solo grazie alla professionalità degli agenti della Polizia Locale intervenuti.
Per queste ragioni, riteniamo che non vi siano per noi le condizioni senza un atto concreto di ripensamento di questa gestione, che – dopo mesi di silenzi, negazioni e omissioni – può essere rappresentato solo dalle Sue dimissioni.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.