Agente della Penitenziaria di Marassi “arrotondava” consegnando telefonini ai detenuti. Arrestato

Sono stati i suoi colleghi a mettergli le manette, per ordine del pm Luca Monteverde. È stato portato alla casa circondariale di Pontedecimo

È un carcere difficile quello di Marassi. Ci sono più di 700 detenuti su una capienza di 450, sono finiti gli spazi per l’isolamento sanitario perché ci sono tanti casi di morbillo, covid e scabbia. Spesso i poliziotti penitenziari devono intervenire in situazioni rischiose a causa, spiegano i sindacati, del sotto organico, ma qualcuna delle organizzazioni sindacali denuncia anche il gran numero di assenze, oltre ai turni massacranti oltre le 9 ore e ai cambi frequenti anche a ridosso della giornata di lavoro.

C’è poi la questione dei lanci di stupefacenti e telefonini dall’esterno. Il carcere è nel bel mezzo dell’omonimo quartiere e spesso un pacco “vola” all’interno. Dentro spesso ci sono droga e microfonini, più facili da nascondere ai controlli in cella. Qualche volta gli involti vengono intercettati, ma non sempre, così i detenuti riescono a comunicare con l’esterno.
Ad “andare in soccorso” dei carcerati, secondo le indagini svolte, che hanno portato il pm Luca Monteverde a emettere il provvedimento relativo all’arresto, sarebbe stato proprio un poliziotto penitenziario che, probabilmente, arrotondava così lo stipendio, garantendo consegna sicura e nessun rischio di perdere l’apparecchio per un sequestro.
Ora l’agente infedele è stato portato al carcere di Pontedecimo, dove trovano posto le donne, ma anche i “detenuti a rischio violenza”: quelli in galera per reati sessuali o su donne e bambini, ad esempio. Ma a rischio è, potenzialmente, anche una guardia che passa “al lato oscuro” e per questo finisce dietro le sbarre. Gli altri detenuti la riconoscerebbero e potrebbero riservargli un trattamento per niente niente cortese.
Lì, l’uomo sarà interrogato lunedì.
«Reati del genere non dovrebbero mai accadere – commenta, in una nota, Guido Pregnolato, segretario regionale dell’Uspp -. Le mele marce vanno prontamente intercettate e allontanate perché non degne di indossare la nostra uniforme e perché mettono a repentaglio la sicurezza interna. Per questo rivolgiamo tutto il nostro apprezzamento al Comando ed ai colleghi del Corpo di Polizia Penitenziaria dell’istituto di Genova Marassi, che tra mille difficoltà quotidiane assolvono al nobile mandato istituzionale che la legge e la Costituzione ci affida e riescono a garantire l’ordine e la sicurezza interna, nonostante la cronica carenza di organico».


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