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Interrogatorio di garanzia, Toti si avvale della facoltà di non rispondere

Il presidente della Regione, ora sospeso, è agli arresti domiciliari del 6 maggio scorso nell’ambito dell’inchiesta della Procura per corruzione e finanziamento illecito ai partiti

L’interrogatorio di garanzia era previsto per le 14:00, ma Giovanni Toti è arrivato a palazzo di giustizia in netto anticipo, accompagnato dal suo legale Stefano Savi.

L’auto che lo trasportava è entrata dal parcheggio sotto l’edificio per evitare l’assalto di fotografi e cineoperatori. Per gli stessi motivi, una parte dei corridoi su cui si affacciano le aule è stata transennata.

L’interrogatorio è durato circa una mezz’ora.

Insieme al gip Paola Faggioni, era presente uno dei magistrati che stanno coordinando l’inchiesta.

L’avvocato Stefano Savi ha spiegato che sta leggendo le carte: oltre 900 pagine. Al termine, la prossima settimana. Giovanni Toti chiederà, insieme al suo legale, di farsi interrogare e, successivamente, chiederà la revoca degli arresti domiciliari.

In copertina: combo di foto di archivio

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