Trentuno suicidi nelle carceri dall’inizio del 2024, flash mob davanti al Tribunale

Iniziativa dei garanti comunale e regionale dei diritti dei detenuti. Tra i partecipanti anche i genitori di Alice e Alberto Scagni. Due delle persone che hanno deciso di togliersi la vita in carcere lo hanno fatto nelle case circondariali della Liguria

Alla manifestazione hanno preso parte avvocati, dipendenti del tribunale e cittadini. Il garante regionale Doriano Saracino ha spiegato che è necessario fare qualcosa per cambiare la situazione, poiché il tasso di suicidi in carcere è venti volte superiore a quello della società libera. Ha evidenziato il problema del sovraffollamento carcerario, sottolineando che siamo tornati ai livelli che hanno portato all’intervento dell’Europa. Saracino ha proposto di migliorare le condizioni di vita nelle carceri, suggerendo di rendere l’ambiente più accogliente e di offrire attività per i detenuti.

Il garante comunale Stefano Sambugaro ha aggiunto che solo il 30 per cento dei detenuti svolge attività, mentre gli altri non fanno nulla. Ha sottolineato l’importanza di offrire prospettive future ai detenuti, affermando che i suicidi in cella sono una conseguenza della mancanza di prospettive. La conferenza dei garanti ha lanciato un appello per riempire il tempo della detenzione con attività culturali, lavorative, sportive e ricreative, e potenziare le relazioni familiari attraverso un aumento dei colloqui, delle telefonate e delle videochiamate. Il numero di suicidi è motivo di preoccupazione, con il rischio di superare il triste record del 2022 quando si registrarono 84 suicidi.
Saracino ha anche menzionato gli attacchi e i suicidi tra gli agenti penitenziari, affermando che il carcere, così com’è oggi, è un luogo di vita e lavoro difficile.


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