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“Il Provinciale”, seconda video-poesia per Genova di Federico Quaranta: lo stupore per l’usuale raccontato tra cuore e cultura

“Genova è una canzone. Sulle tracce dei cantautori fra tradizione, storia e attualità”. Se la prima trasmissione ha avuto il pregio di raccontare una Genova non scontata, quella di ieri si è misurata paradossalmente con luoghi, canzoni e personaggi più che abituali per comporre una storia, invece, sorprendente e senza un’immagine, una parola, un suono che non siano stati presentati in maniera inattesa e talvolta sbalorditiva

Dopo il grande successo della trasmissione del novembre 2022 la trasmissione “Il Provinciale” del genovese Federico Quaranta è tornata nella nostra città per raccontare quanto di più banale (almeno per noi genovesi), ma in un modo inusuale e sorprendente, seguendo il filo rosso della musica, dalla scuola genovese al rap, fino a quello in zenese di Mike Fc.

Di per sé, i temi e i luoghi sono quelli delle più ritrite immagini di promozione della città, sin dalle cartoline postali sature di colore degli anni ’50: la Lanterna, Staglieno. E poi la città vecchia dei travestiti raccontata dalle foto di Lisetta Carmi, il porto dei camalli, il mare dei pescatori e dei piroscafi degli emigranti, la Boccadasse dei cantautori, la cremagliera Principe Granarolo, Palazzo Spinola di Pellicceria. I personaggi, i soliti: Colombo, De André, Mazzini, Niccolò Paganini, Goffredo Mameli e Michele Novaro, Don Andrea Gallo, Luigi Tenco e Paolo Villaggio. Eppure nella narrazione de “Il Provinciale” non ci sono un solo minuto, una sola frase o una sola inquadratura che sappiano di muffa né di “già visto”. È la dimostrazione che non è tanto quel che si racconta, ma come lo si racconta, a fare la differenza. Basta esserne capaci.

Quella di Federico Quaranta e dei suoi coautori è una narrazione colta della città, ma alla portata di tutti. Un’opera che spoglia orgogliosamente la parola “intellettuale” dell’accezione negativa mainstream appioppatale negli ultimi anni in cui l’imperativo sembra quello di rendere (falsamente) pop a tutti i costi, la cultura. Banalizzandola.

La seconda puntata su Genova de “Il Provinciale” dimostra che la raffinatezza non passa di moda e non significa nemmeno per un minuto pomposa e supponente cripticità. “Il Provinciale” è amore per Genova senza banalità intessuto di poesia. In musica. Il tutto passando per il genovese con cui de André e Mauro Pagani costruirono “Crêuza de Mä“, definito un’operazione antivernacolare perché, pur usando il dialetto, non ammicca al popolare nel senso deteriore del termine. Una lezione di cui, evidentemente, non abbiamo fatto tesoro alla luce della puntuale banalizzazione di fatti, personaggi e simboli che si fa oggi della storia della nostra città.

Tra i personaggi raccontati e raccontanti, cuciti assieme da Morgan al piano, Laura Monferdini, Gian Piero Reverberi, Rossella Bianchi, José Scanu, Franz Di Cioccio e Patrick Djivas della PFM, Enzo Paci, Francesco Baccini, Mauro Pagani, Gianni Fantoni. Con citazioni per Natalino Otto e Bruno Lauzi, genovese acquisito.

Sotto: il link alla puntata andata in onda ieri su Rai3 per chi se la fosse persa e chi volesse avere il piacere di rivederla.

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