Ambiente 

I cinghiali morti agonizzando nel Bisagno sono stati uccisi dalla peste suina

Nel dicembre scorso gli abitanti della zona avevano denunciato un gran numero di ungulati che stavano morendo contorcendosi nel letto del torrente. Era sorto il sospetto che fossero stati sterminati da veleno o inquinamento. Altre 8 carcasse trovate nell’ultima settimana nel comune di Genova, il più colpito, con 88 ritrovamenti

A dare la notizia, oggi, in consiglio regionale, è stato l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola in risposta a un’interpellanza del M5S.

“Gli esami effettuati da Asl 3 tra la fine di settembre 2023 e gennaio 2024 sulle carcasse di cinghiale rinvenute nel greto del torrente Bisagno hanno rilevato in 25 casi su 26 la presenza del virus della Psa e tutto è stato comunicato con le corrette procedure”. L’assessore alla Sanità Angelo Gratarola interviene così in seguito all’interrogazione con risposta immediata presentata questa mattina in consiglio regionale dal consigliere d’opposizione Paolo Ugolini.

“Come comunicato dall’unico ente preposto a fare i controlli, e cioè la Asl, – aggiunge Angelo Gratarola – è risultato evidente dalle analisi condotte la presenza del Dna del virus della peste suina africana e quindi i tecnici della stessa azienda sanitaria hanno ritenuto non necessario effettuare ulteriori accertamenti su altre eventuali cause di decesso. Risulta quindi grave mettere in discussione la competenza del lavoro scientifico compiuto dai professionisti dell’azienda sanitaria dichiarando, come nel caso del consigliere d’opposizione, ‘che altri esperti abbiano ipotizzato altre cause di decesso’. Viene allora da domandarsi chi siano questi fantomatici esperti citati, a che titolo facciano queste dichiarazioni e se, valutando da vicino le carcasse, gli stessi esperti abbiano applicato i criteri di sicurezza stabiliti dall’ordinanza per evitare di ampliare la tramissione del virus”.

L’attuale quadro epidemiologico e i recenti focolai riscontrati nel contesto urbano della città metropolitana di Genova non consentono dunque dubbi sulle motivazioni del decesso di questi animali.

“In merito alla notifica del focolaio è bene infine ricordare – conclude Angelo Gratarola – che è stata effettuata da parte della Asl 3 sul sistema ‘Siman’, ovvero il Sistema Informativo Malattie Animali Nazionale come previsto dall’attuale normativa”.

Intanto i dati dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale mettono in luce che proprio nel comune di Genova è stato ritrovato il maggior numero di carcasse di animali colpiti e uccisi dalla peste suina: sono 88, 8 solo nell’ultima e più recente rilevazione.

I positivi sono ora 1.278, ventisei in più rispetto all’aggiornamento precedente, per ventitré casi segnalati in Liguria dove il totale cresce a 692; per tre in Piemonte dove i casi identificati salgono a 586.

I ventitré nuovi casi liguri sono stati rilevati in provincia di Genova: tre a Borzonasca (trentatré), tre a Fascia (sei), uno a Favale di Malvaro (due), otto a Genova (ottantotto), due a Gorreto (nove), uno a Moconesi (sei), uno a Montebruno (venti), uno a Neirone (venti), due a Sant’Olcese (quattro), uno a Santo Stefano d’Aveto (sei).

I tre nuovi casi piemontesi sono stati accertati in provincia di Alessandria tutti ad Albera Ligure (sette).

Rimangono stabili a 132 i Comuni in cui è stata osservata almeno una positività alla Peste Suina Africana.

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