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Giorno Memoria, il Consiglio regionale della Liguria premia 43 studenti

Questa mattina si è svolta la Seduta Solenne dell’Assemblea legislativa dedicata alle vittime della persecuzione nazista

Si è svolta questa mattina, nell’aula Sandro Pertini, la Seduta solenne del Consiglio regionale dedicata al Giorno della Memoria. La cerimonia è stata istituita attraverso la legge regionale 9 del 16 aprile 2004 per ricordare la tragedia della Shoah e la persecuzione degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Dopo il saluto del presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei, Marcello Pezzetti, professore presso l’Università di studi del museo della Shoah Yad Vashem di Gerusalemme, portavoce per l’Italia della task force internazionale per la didattica della Shoah in Europa e consulente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, ha svolto l’orazione ufficiale.

Il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei ha aperto la seduta portando i saluti di tutta l’Assemblea legislativa e ha invitato consiglieri regionali, assessori e le autorità ospiti a osservare un minuto di silenzio per ricordare le vittime dei campi di sterminio.

SALUTO DEL PRESIDENTE  DEL CONSIGLIO REGIONALE

«Perdere la consapevolezza, specie in un’epoca come quella che stiamo vivendo in cui tutto è evoluzione, transizione, dove ogni cosa corre a grandissima velocità, è un rischio – ha dichiarato il presidente Gianmarco Medusei – che non possiamo e non dobbiamo correre. Oggi con la Seduta solenne fermiamo il tempo, sospendiamo il nostro quotidiano, le nostre incombenze, per riflettere e commemorare, ma anche per tramandare, rinnovando, appunto, la Memoria». Il presidente ha aggiunto: «I giovani studenti, oggi con noi in quest’aula, sono i veri protagonisti di questa giornata; un simbolo di speranza per il futuro, per quel domani ideale, e forse utopico, che ognuno di noi auspica, privo di conflitti, di tensioni, di odio razziale e discriminazioni». Gianmarco Medusei ha sottolineato: «E’ importante che sia percepita una costante sensazione di necessità a non abbassare mai la guardia di fronte a qualsiasi rigurgito antidemocratico, soffocandolo sul nascere, perché un atteggiamento di scarsa attenzione davanti a ogni potenziale deriva estremista, costituirebbe un errore imperdonabile. Per questo – ha aggiunto –  la ricerca storica, l’approfondimento e gli stessi elaborati dei ragazzi oggi presenti sono la miglior dimostrazione di una volontà sana a non farsi travolgere dal pericolo più grande, rappresentato dall’indifferenza». Il presidente del Consiglio regionale ha concluso, rivolgendosi ai ragazzi presenti in aula: «Da Presidente, posso garantire che dentro le mura di quest’aula l’esercizio dei principi fondamentali della nostra amata Costituzione sono e saranno sempre difesi e ben rappresentati in una dialettica politica, magari anche aspra, ma mai prevaricatrice, mai lontana da ciò che corrisponde a quei basilari concetti, che sempre invocherò, di Democrazia e di Libertà. Oggi siamo noi ad adempiere ai compiti che la politica ci chiama ad osservare per amministrare, nella rappresentanza dei cittadini, la vita e le esigenze della collettività, ma in un futuro non così lontano, cari ragazzi, sarete voi a sedervi tra questi banchi, ad occupare queste sedie: continuate ad essere portavoce di valori sani, di giusti principi; iniziate, sin da ora, a pensare al mondo di domani».

LA TESTIMONIANZA DI MARCELLO PEZZETTI

Marcello Pezzetti ha invitato i giovani a distinguere quanto avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale nei confronti degli ebrei e quanto sta accadendo adesso e, a questo scopo, ha illustrato la nascita e lo sviluppo della Shoah: dai primi anni Trenta del secolo scorso fino alla fine del conflitto. «La Shoah – ha detto – è la messa in opera di un gigantesco sistema politico, economico e industriale che aveva un solo obbiettivo: lo sterminio del popolo ebraico. Fra il 1933 e, soprattutto dal 1941 al 1945, uno Stato nel pieno delle sue funzioni, anzi lo Stato per eccellenza allora, utilizza burocrazia e risorse naturali per un obbiettivo che naturale non era, non è e non sarà. La Shoah è stata una catastrofe» e ha precisato: «Nell’Europa nazista si sviluppò una percezione degli ebrei diversa rispetto ai nemici classici tranne, forse, che per i sinti e per i rom».

Pezzetti ha, dunque, sottolineato la differenza fra il sistema concentrazionario, «che è un apparato di detenzione e punitivo per chi non si sottomette all’ideologia nazista», e il processo di eliminazione: nel primo caso, «la sorte dei prigionieri è diversa per la durata e le condizioni della permanenza, infatti: fra il 33 e 45 circa 100 mila prigionieri vengono rilasciati». Pezzetti ha precisato che il fenomeno della detenzione non viene nascosto ma, al contrario serve per alimentare un sistema di repressione e paura: «Era un sistema del terrore instaurato in tutto il Reich» che poi si è allargato ad altre categorie di persone, cioè criminali comuni, renitenti al lavoro, malati contagiosi, prostitute, psicopatici, omosessuali, alcolizzati, comportando un inasprimento degli arresti. «L’aumento della popolazione concentrazionaria – ha aggiunto –  ha introdotto il sistema dei colori, tranne per gli ebrei che hanno i due triangoli e subiscono un accanimento delle SS quando entrano nel sistema e la loro mortalità si decuplica rispetto a quella degli altri prigionieri». Marcello Pezzetti ha poi illustrato le condizioni di detenzione e l’incremento della mortalità: in oltre 1100 campi di concentramento, dal 1933 al 1945, finiscono due milioni di persone con 1 milione e 700 mila morti: «la Shoah e il sistema concentrazionario sono binari che all’inizio si incontrano ogni tanto – ha detto – e che, poi, si incontrano definitivamente». «L’antisemitismo – ha precisato –  non era solo tedesco, ma questo gruppo di antisemiti radicali tedeschi, cioè i nazisti, hanno potere in un momento determinante della storia europea». Lo studioso ha poi sottolineato che il processo di annientamento degli ebrei non era previsto fin dall’inizio e che si è sviluppato in tre fasi, comprese fra il 1933 e il 1942: prima con le leggi antisemite e l’emigrazione forzata, poi con la creazione dei ghetti, «una soluzione temporanea di isolamento prima della espulsione degli ebrei» e, infine, con l’elaborazione di un sistema per lo sterminio di massa articolato con meccanismi diversi di eliminazione, fino alla creazione delle camere a gas nei lager. «Ecco, questo è il quadro – ha concluso  Marcello Pezzetti rivolgendosi agli studenti – ed è con questo quadro che voi dovete ragionare, anche guardando quel che sta succedendo oggi, per capire quali sono le differenze. La storia non è uguale, le istituzioni sociali non sono uguali, la politica non è uguale dappertutto ed è fondamentale capire le differenze. Per questo motivo mi sono permesso di farvi una specie di lezione su che cosa è stata, in modo corretto e preciso, la Shoah, per capire come oggi non possiamo parlare di campi di sterminio su cose che così non sono o concentramento o “pogrom” o qualcosa del genere. È molto importante che voi abbiate gli strumenti per poter analizzare quel che vi trovate davanti».

PREMIAZIONE DEI VINCITORI DEL CONCORSO

La seduta si è conclusa con la premiazione di 35 studenti vincitori della 16esima edizione del concorso “27 gennaio: Giorno per la Memoria”: 11 studenti di Savona, 9 studenti di Chiavari, 5 studenti di Ronco Scrivia, 4 studenti di Imperia, 3 studenti di Genova, 2 studenti di Sarzana, 1 studente della Spezia.

Il concorso è indirizzato agli allievi degli istituti di scuola media superiore della Liguria attraverso la legge 9 del 16 aprile 2004 del Consiglio regionale e i vincitori saranno accompagnati da una delegazione del Consiglio regionale ad Auschwitz fra il 25 febbraio e il 29 febbraio prossimo.

ELENCO STUDENTI PREMIATI VINCITORI 16° CONCORSO

LA SPEZIA

Irene Ordura: Istituto Luigi Einaudi – Domenico Chiodo

GENOVA

Diego Masselli, Elvis Kungulli e Matteo Paparella: Istituto Omnicomprensivo Vallescrivia di Ronco Scrivia

Sabrina Albanese, Giada Odone: Istituto Omnicomprensivo Vallescrivia

Camilla Sassetti: Liceo Eugenio Montale

Benedetta Damassi: Liceo Eugenio Montale

Erika Lamanna: Liceo Linguistico Eugenio Montale

CHIAVARI

Fabio Basso: Liceo Guglielmo Marconi Federico Delpino

Stela Pere, Lucrezia Faulisi e Izaura Malia: Liceo Guglielmo Marconi – Federico Delpino

Stella Garbarino e Greta Marconcini: Liceo Guglielmo Marconi – Federico Delpino

Sveva Galliano: Liceo Antonio Maria Gianelli

Ludovica Risso e Giulia Mantegazza: Liceo Guglielmo Marconi – Federico Delpino di Chiavari.
Le due vincitrici del concorso hanno ritirato il diploma anche per il compagno Davide Linaro coautore della prova vincitrice, mancato nei giorni scorsi.

SARZANA

Matteo e Michele Biggi: Istituto Tommaso Parentucelli – Cesare Arzelà

SAVONA

Elena Castangia, Giada Prato, Elisabetta Minuto, Camilla Gaxha, Mattia Piccone, Matteo Fazzina e Giada Zavala Barboza: Liceo Orazio Grassi

Martina Formento, Alessandra Porcu, Alice Irma Soro e Gaia Turboni: Istituto Galileo Ferraris – Leon Pancaldo

IMPERIA

Anna Ferraris, Francesca Silvini, Elisa Rinaldi e Giulia Maffone: Liceo Vieusseux

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