Morte di Roberta Repetto, il Procuratore all’udienza: «È stata resa schiava»

La sorella Rita «La sentenza è prevista per il prossimo 21 febbraio e io resto in attesa di vera giustizia»

«Nel corso dell’udienza odierna Il Procuratore Generale ha esplicitato alla Corte che Roberta è stata resa schiava , nonostante fosse persona talentuosa, che lavorava e aveva una sua vita ricca di interessi ma tutto ciò non è incompatibile con profili di fragilità. Roberta si è affidata a Paolo Bendinelli, che le ha promesso di liberarla dalla schiavitù di non essere adeguata – fa sapere, attraverso un comunicato, la sorella della donna morta dopo che un melanoma le era stato rimosso sul tavolo di cucina del centro olistico Anidra di Borzonasca -. Il Procuratore ha sottolineato inoltre come il paragone con la sentenza Vannini sia stato fatto per contestualizzare correttamente la posizione di protezione rispetto alla posizione di garanzia. Ha infine ricordato come il dottor Oneda abbia commesso un fatto gravissimo, di una gravità inaudita: ha asportato, senza effettuare alcun esame istologico, un melanoma, che non poteva non aver riconosciuto. La sentenza è prevista per il prossimo 21 febbraio e io resto in attesa di vera giustizia».



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