Pugno all’autista del bus della linea 20 nella notte di Natale

Roberto Piccardo, Ugl Fna: «Qualche giorno fa un passeggero è andato in fondo al bus a chiedere a un gruppo di persone di smettere di schiamazzare e fumare e una ha estratto un coltello. Intanto un collega che guidava un bus che ha perso gasolio perderà la patente perché sulla scia, della quale non si era accorto, un motociclista è caduto provocandosi gravi ferite»

«Le aggressioni continuano – dice Piccardo -. Nella serata tra il 24 e il 25 dicembre, attorno alle 20:00, sulla linea 660, per un problema di viabilità un motociclista ha tirato un pugno al conducente del bus che fortunatamente è stato colpito solo ad un braccio. Non molti giorni fa dei passeggeri riferivano che un gruppo persone si trovava nei posti in fondo, sul bus diretto a Cornigliano. Erano le 4 del mattino. Quando un altro passeggero si è avvicinato per invitarli ad abbassare la voce e a non fumare a bordo, uno ha estratto una lama che aveva nello stivaletto. Poi il gruppo ha agito sullo sblocco porta. Ovviamente il bus si è fermato e il gruppo è scappato. Poi non chiediamoci come mai sempre meno persone vogliono fare gli autisti».

«Un paio di mesi fa un collega uscendo di rimessa ha perso un po di gasolio, forse un difetto al tappo, ovviamente lui non si è accorto di nulla, qualche giorno fa gli è arrivata comunicazione di un motociclista scivolato sul gasolio e avendo il ferito prognosi superiore a 40 giorni, mercoledì gli verrà tolta la patente – prosegue il sindacalista -. In Amt, dopo lo stupore e le belle parole dei dirigenti, nessuno si è preoccupato di fare qualcosa. Come sempre il conto lo pagano gli stessi, quei lavoratori che garantiscono la mobilità con molti sacrifici, soprattutto con le problematiche di mancanza mezzi che è la quotidianità».
«Non parliamo poi dello stato igienico sanitario dei depositi e dei bagni - prosegue Piccardo -. Per queste cose i colpevoli non si trovano, chissà perché. Ugl Fna continuerà a battersi per tutelare chi lavora e per far emergere l’ovvio: le sanzioni disciplinari le prendono solo i lavoratori impegnati sul territorio e nei depositi, Chiunque altro può fare errori anche con danni economici elevati, ma non si applica mai alcuna sanzioni. L’azienda che usa criteri diversi quando le torna utile. Se si impegnasse allo stesso modo per far lavorare in maniera decorosa i lavoratori non ci sarebbero problemi».
In copertina: foto di repertorio


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