Associazione Gaia: «Ancora cadaveri di cinghiali nel Bisagno, ma nessuno risponde sulle cause»

Gli animalisti, lunedì scorso, avevano segnalato l’inquietante circostanza, potenzialmente anche rischiosa per la salute pubblica, a diversi soggetti istituzionali deputati al controllo: «Ieri c’era ancora una carcassa non rimossa. Il fatto anomalo potrebbe anche far pensare a un avvelenamento»

Avevamo denunciato la situazione nei giorni scorsi, anche con un video molto crudo che mostra l’agonia dei poveri ungulati, in preda ad atroci spasmi. Diversi ne sono morti nello stesso punto del greto del Bisagno. È vero che sono stati registrati molti casi di peste suina proprio in Valbisagno, uno degli epicentri del contagio nell’ultimo periodo, ma è anche vero che la moria, negli ultimi giorni, si è concentrata in un punto specifico, cosa che potrebbe anche far pensare o a un avvelenamento volontario o allo sversasmento in alveo di sostanze pericolose.

L’associazione Gaia Animali e Ambiente, aveva chiesto risposte a Comune, Polizia locale, Carabinieri, Istituto Zoo Profilattico con una mail inviata lunedì. Ieri sono tornati a scrivere a tutti i soggetti competenti per ottenere delle risposte.
Ieri il referente dell’associazione, Roberto Gallocchio, non ricevendo risposte, ha inviato un’altra mail «in merito ai cinghiali sembra almeno sei , segnalati da cittadini alla nostra associazione e anche ad organi di stampa , agonizzare o già cadaveri sul greto del Bisagno, tutti nella stessa area altezza Carcere di Marassi e negozio Decathlon, fatto anomalo che può fare pensare anche a un avvelenamento», ha scritto.
«Poiché non abbiamo ricevuto nessuna risposta da nessuno di voi abbiamo fatto noi stessi un sopralluogo ieri a metà pomeriggio c’era ancora un cadavere di cinghiale nell’area indicata – a scritto Gallocchio nella mail a tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel controllo della salute pubblica e degli animali -. Come servizio pubblico che svolgete e per la trasparenza amministrativa prevista dalle norme vigenti, oltre che per la sicurezza sanitaria in un caso come questo, Vi chiediamo di fornirci risposta a quanto richiesto lunedì».


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