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Al Santuario di N. S. di Loreto a Oregina la commemorazione dello Scioglimento del voto. La promessa risale ai tempi del Balilla

Centonuno anni più tardi nello stesso santuario venne eseguito e “Il canto degli italiani”, con il testo di Goffredo Mameli e la musica di Michele Novaro, dal 2017 ufficialmente inno d’Italia

Come ogni 10 dicembre, anche quest’anno è stato sciolto il voto fatto alla Madonna di Loreto dopo la visione di frate Candido Giusso nel 1746. La tradizione si è rinnovata al santuario N.S. di Loreto di salita Oregina, nel corso della Messa celebrata dall’arcivescovo di Genova Marco Tasca.

Il 5 dicembre 1746 Genova si ribellò all’occupazione austriaca, con il famoso gesto del “Balilla” che al grido “che l’inse” fece scattare la rivolta popolare. Le autorità dell’epoca fecero voto alla Madonna, già intesa come Regina e protettrice di Genova fin dal 1637, che se gli Austriaci fossero stati cacciati, tutti gli anni sarebbero saliti al Santuario di N.S. di Loreto in Oregina per lo Scioglimento del Voto.

Il 10 dicembre 1847, ricordando quel lontano avvenimento, si verificò un altro importante fatto storico di cui Goffredo Mameli fu uno dei principali animatori: trentamila patrioti provenienti da ogni parte d’Italia sfilarono dall’Acquasola a Oregina dove venne cantato quello che diverrà poi l’Inno Nazionale e sventolò il Tricolore. Il documento originale autografo recante la prima stesura del Canto degli Italiani, meglio conosciuto come l’Inno di Mameli, è conservato ed esposto al Museo del Risorgimento, situato in via Lomellini, nella casa natale di Giuseppe Mazzini.

Alla cerimonia, oggi, ha partecipato il sindaco Marco Bucci: «La città di Genova è parte integrante della storia di Goffredo Mameli e continua a onorarne la memoria attraverso monumenti, celebrazioni e il riconoscimento del suo contributo alla storia italiana. La figura di Mameli rappresenta un patrimonio condiviso che collega la nostra città all’identità nazionale italiana. La prima esecuzione del Canto degli italiani in Oregina fa di Genova la città dell’Inno d’Italia».

Nell’ambito delle Giornate Mameliane, l’associazione GenovApiedi ha organizzato il tradizionale corteo, che dal parco dell’Acquasola si è snodato attraverso salita Santa Caterina, piazza Fontane Marose, via Garibaldi, via Lomellini e durante il tragitto, con la collaborazione della Compagnia Liberi Tutti, ha messo in scena i due fatti che hanno segnato la storia di Genova. Quello del 5 dicembre 1746, quando Candido Giusso vide santa Caterina intercedere presso la Madonna per sconfiggere gli austriaci – in occasione della rivolta popolare scatenata dal che l’inse? urlato da Giovan Battista Perasso, detto Balilla – e ciò che accadde 101 anni dopo, precisamente il 10 dicembre 1847, quando nello stesso santuario venne eseguito e cantato dai patrioti “Il canto degli italiani” con il testo di Goffredo Mameli e la musica di Michele Novaro, dal 2017 ufficialmente inno d’Italia.

Tappa finale del corteo, salita Oregina: nel piazzale antistante il santuario N.S. di Loreto sono state deposte le corone e, dopo i saluti istituzionali, la Banda Musicale di Rivarolo ha eseguito l’inno nazionale. La celebrazione si è conclusa con la Messa e lo scioglimento del voto, con l’accensione di un cero alla Madonna.

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