Quattro ragazzi arrestati dai CC per sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, percosse e lesioni

Avevano rapito e pestato un ventenne che aveva con loro un debito per stupefacenti. La gang pubblicava sui social i video dei pestaggi e “marchiava” i muri del “proprio” territorio con graffiti che rappresentavano la firma della banda


L’indagine dei militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Arenzano ha permesso di assicurare alla giustizia quattro individui.


Nella tarda serata del 5 marzo 2023, a Masone, quattro individui col volto travisato con passamontagna, s’introducevano all’interno dell’abitazione di un ventenne di origine sud-americana e, colpendolo con calci e pugni e minacciandolo con bastoni e coltelli, mettevano a soqquadro l’intera abitazione impossessandosi poi di telefoni cellulari, tablet ed altri valori presenti in casa e di proprietà della vittima.
Successivamente i quattro malviventi costringevano il ragazzo a salire a bordo dell’autovettura della quale si erano serviti per il raid punitivo, e, dopo avergli bendato gli occhi e legati i polsi con del nastro adesivo, lo conducevano all’interno di un casolare abbandonato nel quartiere di Certosa dove continuavano a percuoterlo causandogli la rottura della mascella e del naso nonché contusioni multiple giudicate guaribili in 30 giorni.
Il giovane, liberato solo dopo alcune ore, veniva rintracciato presso la stazione ferroviaria di Genova Sampierdarena, dai carabinieri del Nucleo Operativo di Arenzano che nel frattempo erano stati allertati dalla madre del giovane.
Nel corso delle attività investigative si è appurato che l’episodio era riconducibile ad un pregresso debito, che la vittima aveva assunto nei confronti dei quattro e mai saldato, per la fornitura di sostanze stupefacenti.
Attraverso le attività tecniche svolte, quali l’analisi delle telecamere di videosorveglianza e dei tabulati telefonici, nonché attraverso ripetuti servizi di osservazione, controllo e pedinamento unitamente all’escussione di vari testi collegati all’evento ed al mondo delle gang giovanili, venivano identificati compiutamente tutti i responsabili della vicenda, ricostruendo un quadro probatorio ed indiziante che consentiva, la mattina dell’8 maggio u.s., di procedere al fermo di p.g. del proprietario dell’autovettura utilizzata nell’episodio delittuoso, poiché prossimo a trasferirsi all’estero.
L’attività investigativa, a fronte del provvedimento, non si fermava, permettendo di chiudere il cerchio intorno a tutti i responsabili della vicenda che, a pochi giorni di distanza, venivano assicurati alla giustizia. Difatti le risultanze investigative raggiunte dalla p.g. consentivano l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Genova, titolare dell’indagine, consentivano il giorno 13 settembre scorso, di arrestare due degli altri indagati presso la Casa Circondariale di Marassi, mentre il successivo 19 settembre anche il quarto sequestratore, che nel frattempo si era spostato a Roma, grazie ad una sinergica attività investigativa di concerto con il personale dell’Arma operante nella Capitale, veniva associato presso il carcere di Regina Coeli.
Tra gli indagati, ventenni nati in Italia ma di origine sud-americana, un ruolo primario era svolto da due fratelli noti con i soprannomi rispettivamente di “Washington” e “Quality” con i quali erano soliti graffitare, per delineare il possesso del territorio, i muri del loro quartiere vantandosene poi sui social network ove, tra l’altro, non solo mostravano di avere disponibilità di sostanza stupefacente ma, in più occasioni, si filmavano durante il consumo della stessa.
Nel corso delle successive perquisizioni è stata anche rinvenuta sostanza stupefacente nonché un video amatoriale particolarmente violento, condiviso sui canali social e mostrato come vanto a diverse persone, nel quale gli stessi si filmavano durante alcune fasi del sequestro e del pestaggio della vittima.
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