Manifestazione “no al rigassificatore” davanti al consiglio regionale. Legambiente: «Impatto ambientale irreversibile»

Alcune centinaia di persone con i cartelli hanno manifestato prima a De Ferrari, quindi si sono spostate davanti alla sede del consiglio dove si sta tenendo l’Assemblea regionale. Altri gruppi di manifestanti arriveranno in questi minuti da Savona

Nei giorni scorsi Legambiente Liguria ha recapitato in Regione Liguria e al Ministero dell’ambiente una serie di Osservazioni per ribadire la propria contrarietà all’installazione della nave Golar Tundra davanti alle spiagge di Savona e Vado Ligure.

«Lo spostamento del rigassificatore da Piombino a Vado causerà un impatto ambientale irreversibile e notevoli rischi per i residenti – spiega Dario Franchello di Legambiente Savona – Tale gas ha un potere climalterante, fino a 85 volte superiore alla CO2(ISPRA-2022) e pertanto non può essere considerato una risorsa rinnovabile, a discapito della decisione UE di inserirlo nella tassonomia delle attività ecologicamente e socialmente sostenibili, sia pure nel periodo transitorio».






Nelle Osservazioni viene inoltre evidenziato come «Il gas freddissimo, a contatto con l’acqua di mare, molto più calda, inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una pericolosa nube. Questa nube di metano evaporato rimarrebbe più fredda e più densa dell’aria e potrebbe viaggiare sfiorando la superficie marina, spinta dal vento, verso la terraferma. Scaldandosi lentamente la nube comincerebbe a mescolarsi con l’aria. Una miscela fra il 5 e il 15 percento di metano con l’aria è esplosiva».
«Il pericoli sono evidenti per l’uomo come per le specie presenti. Tra l’altro la Golar Tundra verrebbe posizionata all’interno del Santuario Pelagos, area marina internazionale dedicata alla protezione dei mammiferi marini e dei loro habitat istituita nel 2002 con un Accordo multilaterale tra Italia, Francia e Monaco» spiegano gli ambientalisti.
«Ci chiediamo poi l’utilità di questa scelta – prosegue Franchello – dal momento che come riportava Altreconomia: Lo scorso anno il nostro Paese ha esportato oltre 4,5 miliardi di metri cubi di gas fossile: il triplo del 2021, 11,5 volte in più rispetto al 2005. La gran parte verso Stati dell’Europa centrale. Una crescita verticale che racconta la dinamica speculativa dell’ultimo biennio. Mentre i consumi interni sono calati del 10% rispetto al 2021».
Legambiente Liguria nell’esprimere «netta contrarietà al progetto del trasferimento del rigassificatore, ribadisce l’urgenza, in risposta alle indicazioni dell’Unione Europea per far fronte ai cambiamenti climatici, del graduale abbandono delle fonti di energia fossile e sottolinea la necessità di investire le pubbliche risorse in fonti di energia rinnovabile».
Per questo oggi anche Legambiente Liguria è insieme alle associazioni, cittadini e partiti davanti alla sede della Regione Liguria per dire “No al rigassificatore”.


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