Centrostorico Quartieri 

Al Molo rivolta contro i senza fissa dimora che gravitano sul Massoero: striscioni e lettera al Sindaco

Proteste anche contro il fumo delle navi, i topi, la musica notturna, i tavolini dei dehors concessi gratuitamente ai ristoranti che hanno invaso ogni spazio libero, lo spaccio

La inviata ieri al sindaco Marco Bucci da un’abitante della zona, Barbara Perra, a nome del comitato dei residenti della zona, descrive una situazione di vivibilità ampiamente degradata e stamattina i cittadini chiederanno di essere ricevuti dai vertici del Massoero che per conto del Comune gestisce il Centro Servizi per le Povertà, annunciato, al momento dell’apertura, come fulcro di un progetto di rigenerazione urbana e di ampliamento delle attività rivolte alle persone in condizioni di povertà.

Il comitato della zona ha già preparato i cartelli da piazzare davanti alla struttura.

Secondo la lettera inviata al sindaco «La situazione del Massoero non è cambiata, anzi è peggiorata». La missiva prosegue «Avevamo fatto molte proposte come quartiere, ma nessuna è stata accolta per il decoro del nostro quartiere, ma anche degli ospiti. Stamattina (ieri per chi legge n. d. r.) dopo mesi e mesi abbiamo sorpassato la soglia. Tutta porta Siberia con deiezioni umane e carta igienica non raccolte da settimane, quindi puoi immaginarti l’ ‘odore, pesce congelato aperto, con larve di mosche e altri insetti. Uomini buttati a dormire nei vicoli, persone che vengono dalla mensa e non sono nella lista che urlano perché vogliono il pasto, persone buttate per strada davanti ai palazzi aspettando le ore 21 per entrare nel dormitorio, quando avevamo proposto di cambiare orario è di farli entrare per le 18:30. Chi abita nel palazzo di fronte deve chiudere le persiane perché gli ospiti nelle stanze girano nudi». Buon peso, si fa anche riferimento a spaccio, droga nascosta nei vasi. Un fenomeno, questo, non necessariamente collegato agli ospiti del Massoero e che risulta, comunque marginale e legato al fatto che la zona è confinante con quella, ad alta frequentazione di possibile “clientela” dei pusher, del Porto Antico. Il problema, qui, è decisamente più sociale e di pulizia, oltre che di salute pubblica per il viavai delle navi che escono dal porto e di buonsenso che secondo i residenti è mancato nel concedere spazi ai pubblici esercizi senza tenere conto che nel Molo la gente ci vive, ci abita. insomma, più che una partita da Polizia locale, una questione che dovrebbero affrontare gli assessori al Sociale e all’Igiene Urbana, oltre che al Commercio. Al di là della petizione, alcuni cittadini lamentano anche il rumore dei condizionatori di un’azienda sanitaria privata che gli impedirebbero di riposare.

«Il nostro quartiere sta diventando la latrina di Genova e noi come quartiere non possiamo più sopportare tutto questo – continua la lettera al Sindaco – conclude la lettera -. È inutile portare il turismo nel centro storico quando dietro al Porto Antico è una latrina». Sono state allegate alcune immagini, alcune non recenti (le persone hanno addosso i piumini), altre più “fresche”.

L’assessore alla Sicurezza Sergio Gambino fa sapere che già oggi farà il punto con la Polizia locale del Centro Storico, ma è evidente che il problema è più complesso e articolato e che la Pl, oltre che far alzare le persone stese a terra (cosa che già fa, compatibilmente con tutte le altre esigenze di vivibilità e sicurezza dell’intero centro storico) non può fare molto di più se i problemi non si risolvono “a monte”, nell’organizzazione dell’accoglienza dei senza fissa dimora e della pulizia della zona che deve essere adeguata alla decisione del Comune di sistemare in zona il Centro di Servizi per la Povertà e, quindi, deve essere incrementata, secondo i residenti, con lavaggi e puliture molto più frequenti.

Ci sono poi le questioni relative al fumo delle navi (che non riguarda solo questa zona) e quella del rumore: la musica dei locali e delle iniziative che si svolgono nel Porto Antico, divertimentificio cittadino su cui il quartiere del Molo si affaccia.

«Con la disponibilità dimostrata da chi opera al Massoero – dice il presidente del Municipio Centro Est, Andrea Carratù -, si cercano i percorsi necessari per dare al quartiere la giusta tranquillità e agli ospiti i migliori servizi, credo che con l’impegno di tutti i soggetti si possa arrivare alle migliori soluzioni per una convivenza che i cittadini reputano una realtà storica importante, ma che va gestita con i necessari accorgimenti per le nuove povertà».

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