Oggi a Genova 

Luca Delfino è arrivato alla Rems di Pra’. Ignorate le proteste della popolazione

Martedì in consiglio regionale interrogazione di Alessio Piana che due giorni fa ha partecipato alla manifestazione dei residenti: «Chiederò che la Regione Liguria si attivi nei confronti degli enti competenti affinché siano aumentati i livelli di sicurezza e sia garantita l’incolumità dei cittadini genovesi. La presenza di questa struttura obbliga i residenti ad assistere quotidianamente ad atti osceni, urla, lancio di oggetti e insulti»

Dopo 16 anni e mezzo trascorsi in carcere per l’omicidio della ex fidanzata Antonella Multari, Luca Delfino è stato trasferito questa mattina nella Rems (residenza sanitaria per l’esecuzione delle misure di sicurezza) Villa Caterina, sulle alture di Pra’, in mezzo alle case

A nulla sono valse le proteste dei residenti della zona che due giorni fa avevano manifestato non solo per il trasferimento dell’omicida poi avvenuto oggi, ma per le generali condizioni di insicurezza, per le continue fughe (l’ultima pochi giorni fa) e per i disturbi di varia natura che le persone ospitate presso la struttura causano ormai da anni. I cartelli, giovedì scorso, chiedevano “Tutela per i nostri figli” e “Notti serene, no sirene” e denunciavano: “Delfino, Squalo, le reti non bastano”.

Delfino, che aveva chiesto di essere trasferito proprio nella struttura di Pra’ per essere vicino alla famiglia che gli potrà fare visita una volta al mese, è stato collocato in una stanza dove ci sarà solo lui e potrà usufruire di videogiochi e tv, ma non avrà l’accesso a internet per evitare che possa comunicare con l’esterno.

Alla manifestazione di giovedì aveva partecipato anche il consigliere regionale della Lega AlessioPiana: «Sono solidale con i residenti di Genova Pr’ e preoccupato per l’arrivo di Luca Delfino nella Rems Villa Caterina – aveva detto -. Ho quindi partecipato alla manifestazione spontanea degli abitanti presso la struttura che sabato accoglierà l’omicida genovese, che dopo avere scontato la pena sarà scarcerato e dovrà trascorrere sei anni e mezzo nella Rems come disposto dai giudici. Martedì prossimo porterò la questione e le istanze degli abitanti in consiglio regionale con un’interrogazione in cui chiederò che Regione Liguria si attivi nei confronti degli enti competenti affinché siano aumentati i livelli di sicurezza e sia garantita l’incolumità dei cittadini genovesi. La presenza di questa struttura obbliga i residenti ad assistere quotidianamente ad atti osceni, urla, lancio di oggetti e insulti. Ricordo che anche la scorsa settimana uno degli ospiti della Rems è fuggito facilmente dalla struttura, forzando la porta del cancello d’ingresso, anche se poi vi è rientrato dopo un paio di giorni. La scelta di ospitare Luca Delfino nella Rems di Genova Pra’ lascia fortemente perplessi per la conoscenza del territorio del 46enne e per la prossimità delle famiglie che vivono intorno alla struttura. La norma nazionale va ripensata. Almeno introducendo l’obbligo di assunzione controllata di farmaci e di applicazione dei braccialetti elettronici o altri idonei dispositivi geolocalizzanti».

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