Spettacoli 

Al Festival dello Spazio di Busalla l’attrice Lucilla Giagnoni e il suo viaggio dantesco intitolato Vergine Madre

L’esplorazione del cosmo evoca una speciale ascesa alle stelle. In scena sabato 1º luglio nella chiesa parrocchiale di Sarissola, lo spettacolo di e con Lucilla Giagnoni, che ripercorre alcuni famosi canti della Divina Commedia, accompagna il suo pubblico dalle paure del viaggio al sublime della meta celeste

Il Festival prova così a congiungere nel viaggio al Cielo gli orizzonti della scienza con la dimensione umanistica

Non solo scienza e tecnologia, al Festival dello Spazio di Busalla. Nella giornata del 1º luglio, la terza del programma, la rassegna tenterà una scalata cosmica atipica, dando voce a discipline altre dalla tecnologia: l’antropologia, la storia dell’arte e la filosofia, fino a salire nel firmamento della poesia con Dante Alighieri, grazie allo spettacolo Vergine Madre di e con Lucilla Giagnoni.

Gli organizzatori hanno invitato Lucilla Giagnoni al Festival dello Spazio proprio perché il suo lavoro di autrice e ricercatrice è concentrato sul dialogo fra i linguaggi di diverse discipline, in particolare quello tra la ricerca scientifica e la poesia. I suoi ultimi lavori sono Big Bang, Apocalisse, Ecce Homo, Furiosa Mente, Magnificat e AnimaMundi, ma proprio con Vergine Madre l’attrice ha vinto il premio Persefone per il miglior spettacolo teatrale in televisione.

Preludio alla scalata al Cielo con la poesia saranno le conferenze del pomeriggio di Marco Aime, esploratore e docente di antropologia all’Università di Genova, di Maria Elena De Maestri, giurista dello stesso ateneo, e di Don Giuseppe Tanzella-Nitti, astronomo e professore di teologia presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma. A tutti e tre gli studiosi il Festival ha chiesto di esplorare dal proprio angolo visuale la sfida del viaggio dell’Uomo extraterrestre.

«I nostri follower sanno che il Festival dello Spazio è un evento culturale a tutto tondo che, parlando di Spazio, allarga l’angolo visuale ad altre discipline della mente – afferma Franco Malerba, primo astronauta italiano e “architetto” della rassegna busallese –. Il tema dell’esplorazione umana di ambienti extraterrestri pone molte domande, che vanno oltre la tecnologia necessaria per affrontare questi ambienti decisamente ostili. Tocca le motivazioni profonde dell’essere umano; la figura di Ulisse, re-inventata da Dante, parla di un’insaziabile ricerca di conoscenza e di verità. Guardando al futuro, Abitare lo Spazio significa un’altra transizione epocale, vivere con diverse forze di gravità e diversi ritmi circadiani, significa costruire economie completamente nuove, in breve significa “estraniarsi dalla Terra”, porsi in una dimensione ove le risposte tecniche non bastano più per evitare il naufragio».

Aggiunge Fabrizio Fazzari, assessore alla cultura del Comune di Busalla e co-ideatore del Festival dello Spazio: «Questa rassegna ha la funzione essenziale di portare cultura nella nostra realtà, non solo in termini di conoscenza ma anche di processi intellettivi che portano ad osservare soluzioni innovative, facilmente adattabili alle nostre esigenze quotidiane. Gli attori di questi processi sono grandi ricercatori e scienziati che incontreremo proprio al Festival dello Spazio. L’uomo non sarebbe nulla se non immaginasse e se la poesia e l’arte non gli permettessero di aggiungere la forza delle emozioni in quello che fa e realizza. Lucilla Giagnoni aggiungerà forti emozioni al nostro festival e ci permetterà di vivere una serata indimenticabile».

Lo spettacolo, a ingresso libero, ripercorre sei tra i più noti canti della Divina Commedia, altrettante tappe di un pellegrinaggio dalla terra al Cielo. «È la Commedia umana di Dante, una strada che si rivela costeggiata da figure “parentali” che vanno a comporre, guarda caso, il disegno di una famiglia. Quelle della Divina Commedia sono parole incantatorie, taumaturgiche, rituali», spiega Giagnoni. Formatasi con Vittorio Gassman, Jean Moreau e Paolo Giuranna, Lucilla Giagnoni ha collaborato con Alessandro Baricco, Giuseppe Bertolucci, Sebastiano Vassalli, Marco Ponti, Gabriele Vacis, Marco Paolini, Luciana Littizzetto, Antonella Ruggiero, Ron e molti altri amici e colleghi. Dal Teatro Faraggiana di Novara, di cui è direttrice artistica, durante il primo lockdown nel 2020, ha realizzato, prima artista al mondo, l’interpretazione integrale in streaming dei cento canti della Divina Commedia, mandati in onda su Rai 5 nel 2021 e tuttora disponibili su Rai Play. Insegna narrazione e comunicazione.

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