Yirelis massacrata di botte prima di essere uccisa a coltellate. Preso il presunto assassino. Una messa a Genova

La madre, che vive nella nostra città con i figli della vittima, ha organizzato una funzione in memoria per mercoledì alle 19 nella chiesa del Don Bosco, a Sampierdarena. La Repubblica Dominicana pagherà il rimpatrio della salma

Per gli investigatori ha un volto l’assassino di Yirelis Peña Santana. È quello del ventiseienne Sandro Di Carlo, rampollo di una famiglia di costruttori della Ciociaria con precedenti per lesioni e rissa. Si ipotizza anche la presenza di un complice. A portare a lui l’impronta di una mano insanguinata lasciata su un muro vicino al letto della donna.
Secondo l’autopsia, prima di tagliarle la gola, l’assassino ha massacrato di botte la donna, rompendole diverse ossa. Il corpo è pieno di lividi. Quindi le dodici coltellate, tra cui quella, mortale, alla gola. Yrelis è morta dissanguata. Il suo volto è stato sfigurato.
I poliziotti si sono recati presso la casa del ragazzo sospettato della morte della donna, ma non lo hanno trovato. Durante una perquisizione effettuata in presenza dei genitori, sono state rinvenute tracce di sangue sia nell’appartamento sia sui vestiti indossati dal giovane.
Solo alcune ore dopo, il giovane è stato individuato alla stazione di Arce, in provincia di Frosinone. Era a bordo di un autobus, di ritorno dalla capitale, dove aveva trascorso la giornata con una ragazza. Al momento del fermo, non ha opposto resistenza e sulle suole delle sue scarpe erano ancora evidenti tracce di sangue. Successivamente, è stato trasferito al commissariato della Polizia di Stato di Cassino e poi alla Casa Circondariale dello stesso comune, dove è stato interrogato dal Gip del Tribunale locale, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Oltre alle tracce di sangue presenti sugli indumenti e sulle scarpe del ragazzo, molte altre prove sono state trovate nell’appartamento in cui è stata uccisa la donna, al secondo piano di via Pascoli, a Cassino.
La madre di Yirelis Peña Santana è partita da Genova e ha raggiunto Cassino. Per domani sera ha organizzato a Genova una messa in suffragio della figlia presso la chiesa dell’istituto Don Bosco.
Il Consolato Generale della Repubblica Dominicana a Genova, nella persona del Console Generale il Dottore Nelsón Carela Luna, di fronte alla scomparsa della cittadina dominicana Yirelis Peña Santana, «si unisce al dolore, allo sgomento e all’afflizione che travolge la sua famiglia, i suoi amici e l’intera comunità domenicana in Italia – si legge in una nota -. Il Governo dominicano, attraverso il Ministero degli Affari Esteri, l’Ambasciata Dominicana a Roma e il Consolato Generale della Repubblica Dominicana a Genova, in linea con i principi di attenzione al cittadino in stato di vulnerabilità, sin dal primo momento ne è stato informati dell’accaduto. E quindi da subito, il Console Generale Carela si è messo in contatto con la famiglia per verificare il loro stato. Una volta esauriti tutti gli iter e le procedure relative alla normativa italiana in questo campo, lo Stato Dominicano attraverso le rispettive istituzioni provvederà a coprire quanto necessario per rimpatriare la salma nella Repubblica Dominicana.
Il Console Carela ribadisce la sua fiducia nel sistema investigativo e nella Giustizia italiana, che con impegno chiarirà l’intero retroscena e il triste contesto di quanto accaduto. Restando a disposizione delle suddette autorità.
Azioni di questo tipo ribadiscono l’impegno dello Stato dominicano con il cittadino dominicano in stato di vulnerabilità all’estero. Pace alla sua anima».


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