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Lo Zapata valuta le proposte del Comune e chiede aiuto ai soggetti che l’hanno sostenuto per creare un’associazione di tutela degli spazi sociali

«Ogni soluzione che si troverà dovrà partire dal permettere al centro sociale di continuare ad offrire i suoi servizi come li offre nel quartiere di Sampierdarena, che l’opzione ideale è quella di restare nei nostri spazi. Valutiamo con attenzione e interesse le proposte del Comune ma questa è la nostra chiave di lettura»

«Abbiamo riflettuto, ci siamo confrontati con i compagni e le compagne di altri collettivi e con le tante realtà che ci hanno sostenuto in questi giorni per capire i prossimi passi da fare – si legge nel comunicato del centro sociale -. Abbiamo camminato al fianco dei portuali in una delle manifestazioni più partecipate degli ultimi tempi, con migliaia di persone a sfilare nei porti di Genova contro la guerra e anche noi abbiamo assaporato la forza di una comunità che cresce, si rafforza ed è capace di stupire ogni volta nonostante tutto quello che viene fatto per spazzarla via. Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicino: quella forza che ci ha permesso di trasformare uno sgombero in uno spiraglio di trattativa. Fino a poche settimane fa eravamo “solo” uno spazio occupato ma grazie alle voci di tutti quelli che ci hanno difeso abbiamo fatto respirare la forza di una comunità pronta a reagire unita in caso di attacco a uno dei suoi membri. Siamo scesi in piazza a migliaia per le nostre strade esprimendo appieno il nostro carattere e la voglia di costruire il futuro della nostra comunità. Abbiamo dimostrato che lo Zapata e gli spazi occupati in questa città arida di luoghi in cui incontrarsi e crescere, sono fondamentali per sperimentare senza dover compiacere nessuno e in forme accessibili per chiunque. Esprimersi ed esplorare modi sconosciuti nell’unico modo possibile: stando insieme, affrontando le paure un po’ alla volta senza oppressione e repressione, senza ansia da prestazione ma per puro spirito di reciprocità e benessere comune. Per contribuire a costruire qualcosa di giusto per tutti. Lo Zapata è quindi fondamentale e insostituibile per come è e dove è! Non può accettare di essere meno da un’altra parte. Questo sostanzialmente quanto abbiamo detto in comune. Che ogni soluzione che si troverà dovrà partire dal permettere al centro sociale di continuare ad offrire i suoi servizi come li offre nel quartiere di Sampierdarena, che l’opzione ideale è quella di restare nei nostri spazi».

«Valutiamo con attenzione e interesse le proposte del Comune ma questa è la nostra chiave di lettura: continuare ad essere quello che siamo – continuano allo Zapata -. Perché di questo il quartiere e la città hanno bisogno. Il riconoscimento e l’assegnazione di uno spazio sono possibili solo attraverso la costituzione di un soggetto giuridico. Non avendo mai percorso una strada come questa abbiamo nuovamente bisogno di coinvolgere i soggetti e le realtà che hanno ribadito l’importanza degli spazi occupati autogestiti nel tessuto sociale cittadino e in particolare per i giovani, chiedendo di aiutarci nel creare un’associazione di tutela degli spazi sociali, volta ad ottenere il riconoscimento e la tutela degli stessi nelle situazioni di emergenza e che sia anche da traino per rilanciarne il potenziale sociale, culturale ed educativo. Crediamo di dover ancora esprimere questa comunità, questo modo di stare e costruire insieme, e stiamo pensando a un altro momento di piazza per rafforzarci e crescere ancora».

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