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Compra un tubo del gas di 15 metri e lo collega alla camera. Tragedia sfiorata a Borgoratti

Poteva esplodere l’intero edificio facendo morti e feriti. L’uomo soffriva di depressione e abitava con l’anziana madre allettata. Lui soccorso in codice rosso, in gravi condizioni e, la madre in codice giallo

È stato un tentativo premeditato di omicidio-suicidio, sventato solo perché il fratello del tentato suicida-omicida, che abita fuori genova, ha avuto il sentore che stesse accadendo qualcosa di grave e quando, stamattina l’uomo non gli ha risposto ha chiamato la Polizia. Immediatamente sul posto, in via dell’Arena, al confine tra Sturla e Borgoratti, sono arrivate, oltre alle volanti della Polizia, anche i Vigili del fuoco. La porta di casa era sigillata col nastro adesivo, nel tentativo di evitare che si sentisse l’odore di gas all’esterno. Per fortuna era stata chiusa senza giri di chiavi e i Pompieri sono riusciti ad aprire.

L’aria era già satura di gas. All’interno era stata spostata la cucina economica e al rubinetto era stato collegato un tubo di circa 15 metri che, lungo il corridoio, arrivava alla camera dell’uomo, dove lui aveva spostato anche la madre, dove era stato praticato un foro nella porta attraverso il quale il tubo è stato fatto passare prima di sigillare tutto con altro nastro adesivo. Al termine del tubo c’era anche un rubinetto che era stato aperto una volta sigillata la stanza.

In casa un uomo in depressione e l’anziana madre, di 85 anni, allettata per la rottura del femore. I due sono stati soccorsi dal 118 con l’auto medica Golf1 e le ambulanze della Croce Verde di Quarto e della Croce Gialla. Entrambi gli intossicati sono stati trasportati al San Martino uno in codice rosso, il più grave, e l’altra in codice giallo, di media gravità. L’uomo è attualmente in coma. È in stato d’arresto per il tentato omicidio della madre.

Sul posto anche i tecnici Ireti che hanno chiuso l’approvvigionamento all’appartamento. La Polizia Scientifica sta effettuando i rilievi nell’appartamento.

Normalmente non diamo conto dei suicidi e dei tentativi, per rispettare il dolore dei parenti ed evitare l’emulazione. Questo, però, oltre a coinvolgere un incolpevole familiare, ha rischiato di fare una strage. Se per caso la saturazione di gas fosse, per qualsiasi motivo, esplosa, sarebbe successo quello che nel 1987 successe a Borgo incrociati, dove furono 4 gli appartamenti finiti in macerie e molti altri furono danneggiati.

Alle 18 di una domenica pomeriggio, a seguito della segnalazione dell’odore di gas, il caposquadra dei pompieri s’era arrampicato sulla scala per entrare nella casa da una finestra. La tragedia s’era compiuta in un attimo. Un colpo per sfondare il vetro e la stanza satura di gas era diventata una bomba. Anche in quel caso a mettere in atto propositi suicidi (quella volta riusciti) era stato un trentenne con problemi mentali, già finito su una sedia a rotelle per essersi buttato dalla finestra nel tentativo di evitare un Tso. Oltre a lui e al vigile del fuoco era morto un tecnico di Amga (l’azienda comunale che all’epoca gestiva la dstribuzione di gas) che era intervenuto con un collega. L’altro tecnico si era salvato per miracolo, sbalzato via dall’esplosione per una decina di metri. Morta anche una ragazza di 21 anni, colpita dai calcinacci proiettati in strada dall’enorme botto. Il palazzo era sfarinato. Venti erano stati i feriti e poteva andare ancora peggio, perché in quella domenica di sole molti dei residenti, compresa una famiglia con un bimbo piccolo, erano fuori casa. Oggi poteva accadere la stessa cosa.

Un altro caso simile era accaduto nel 2015 in via Casaregis. Solo per miracolo non morì nessun altro insieme all’uomo che si trovava in casa.

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