Cosa fare a Genova 

Il documentario “Franco Sartori – La città possibile”arriva a Sestri Ponente al Teatro Akropolis

Dopo l’anteprima al cinema Sivori la prima proiezione non poteva che essere nel ponente genovese tanto amato da Sartori e dove ha svolto gran parte della sua attività sindacale. Alla proiezione, organizzata da Anpi Ansaldo Energia, parteciperanno insieme agli autori – Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli – Antonio Caminito, Ivano Bosco, Massimo Bisca, Leila Maiocco, Uliano Lucas e Nadia Carì che modererà gli interventi che seguiranno il documentario

Arriva a Sestri Ponente giovedì 26 gennaio alle 17,00 al Teatro Akropolis, il documentario “Franco Sartori – La città possibile” che racconta attraverso le testimonianze di Luca Borzani e Antonio Caminito, Leila Maiocco, Igor Magni, Andrea Ranieri, Uliano Lucas, la Genova degli anni 80-90 e l’impegno politico sindacale di Franco Sartori (1941-1996).

«Venire a Sestri Ponente è per noi molto importante – racconta Ugo Roffi, regista del docufilm – tutto è cominciato da qui: tra Cornigliano e Sestri abbiamo girato gran parte delle immagini del documentario ed è da qui che Sartori voleva ripartire per disegnare il futuro della città. Un’idea di città che non appartiene al passato ma che andrebbe ripresa e adattata perché continua a rappresentare un modello anche per il presente».

«Raccontare la storia di Franco Sartori è ripercorrere la storia di una parte di Genova: quella legata all’industria e al declino della sua vocazione industriale. All’emergere e all’anticipazione di un’idea oggi diventata esigenza prioritaria, di coniugare ambiente, lavoro, territorio», aggiunge Ivano Bosco, Segretario Generale Spi Cgil Liguria.

Il documentario racconta la Genova degli anni 80-90, una città segnata dalle crisi delle grandi fabbriche e del porto, dall’inquinamento, dall’assenza di politiche industriali dove, contemporaneamente, emergono nuovi soggetti politici come il comitato Salute e Ambiente delle donne di Cornigliano, e un uomo come Sartori che vede nel Ponente genovese il laboratorio da cui ripartire per costruire una nuova stagione di sviluppo per la città.

La città possibile immaginata da Sartori è quella che non consuma il territorio, ma mette al centro lo sviluppo sostenibile, investe sui nuovi lavori, sui nuovi saperi, vede le contraddizioni non come ostacoli ma come risorse.

Una sfida, un progetto di comunità troppo avanti per quegli anni, che non viene compreso appieno né dal sindacato né dal PCI che vedono nel sindacalista genovese un’anomalia. Il rapporto sempre dialettico con quelli che erano i punti di riferimento politici e sindacali, non impediscono però a Sartori, quando torna a Genova nel 1982 dopo una lunga trasferta romana, di dare impulso alla Camera del lavoro del Ponente che diventerà il principale luogo di elaborazione cittadino.

Quanto si è realizzato della Genova immaginata da Sartori lo scopriamo attraverso il racconto di sei testimoni d’eccezione che hanno vissuto quel periodo e hanno conosciuto e lavorato con il sindacalista genovese: lo storico Luca Borzani, Antonio Caminito, sindacalista e segretario FIOM dal 1999 al 2019, Leila Maiocco, responsabile del Centro Civico di Cornigliano dal 1985 al 2000, il senatore Andrea Ranieri, segretario CGIL Liguria dal 1989 al 1996, Uliano Lucas, fotoreporter conosciuto per i suoi reportage sul mondo del lavoro e delle migrazioni che ha fotografato la Genova degli anni 80 e 90 e Igor Magni, attuale segretario della Camera del lavoro di Genova.

Nel documentario, la voce di Franco Sartori è dell’attore Marco Rinaldi, che ha liberamente interpretato la parlata del sindacalista, soprannominato “trenetta” «ovvero uno che mangia mentre parla» come racconta Antonio Caminito durante l’intervista.

Per quanto riguarda il materiale filmico, oltre alle interviste e alle immagini girate ex novo del Ponente genovese di oggi da Ugo Roffi sono stati utilizzati filmati e fotografie da molti archivi, tra questi quelli della Fondazione Ansaldo, dell’Archivio Storico della Camera del lavoro di Genova, della CGIL Roma, del Centro Civico di Cornigliano, delle Teche Rai, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), del Technopole Sophia Antipolis, Cedex – France.

Per quanto riguarda gli archivi privati, le foto della Cornigliano e delle fabbriche anni 80 sono di Roberto Schiaroli, i filmati degli scioperi di Torino (1980) sono di Pietro Perotti e Pier Milanese. Si ringrazia inoltre Uliano Lucas per l’utilizzo delle foto dai libri “Vivere a Ponente” (1989) e “Lavoro/Lavori a Genova” (1994).

Il documentario è stato auto prodotto dagli autori con il contributo della Camera del lavoro di Genova e dello SPI Cgil.

Ugo Roffi, film maker e Ludovica Schiaroli, giornalista, sono già autori del documentario “Il Canto del Gallo” sulla vita di Don Andrea Gallo edito da Chiarelettere nel 2012; “Giovanni Burlando’s Vision” short-docu pluripremiato (Festival di Portland e Toronto) sulla vita del decano della corse motociclistiche in salita nel 2015; nel 2018 hanno realizzato “DigaVox – testimonianze dalla Diga di Begato” insieme a Fabio Palli e Simona Tarzia, sull’emergenza abitativa a Genova. Nel 2020 hanno realizzato “Giotto. Il Novecento proletario di Giordano Bruschi” che racconta un secolo di impegno sociale, civile, politico attraverso le parole del protagonista, il partigiano Giotto. Il documentario è stato selezionato al Bellaria Film Festival, al Job Film Days di Torino e al May Day Film Festival di Santa Cruz, California.

I documentari sono disponibili su Distribuzioni dal Basso, piattaforma per il cinema indipendente.

Durata: 81 minuti – Realizzazione: novembre 2021 – ottobre 2022 – In uscita a gennaio 2023

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