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Il 79º anniversario dall’eccidio SS del Forte San Martino, corone nel luogo in cui furono trucidati 8 antifascisti. Orazione dell’ex procuratore Francesco Cozzi

Prima, in via Gobetti, presso Forte San Giuliano, la deposizione di corone presso la lapide che ricorda gli 8 uccisi dalla GNR e dalle SS e i carabinieri che si rifiutarono con coraggio di eseguire la sentenza. A capo del plotone dei CC che rifiutò di giustiziare gli 8 antifascisti c’era il tenente Giuseppe Avezzano Comes. Disarmato e percosso dalle SS, venne arrestato e rinchiuso fino alla Liberazione

Questa mattina, alle ore 11:30, alla presenza delle Autorità civili e militari, è stato commemorato il 79° anniversario dell’eccidio di Forte San Martino

Il 14 gennaio 1944 otto antifascisti: Dino Bellucci, professore, Giovanni Bertora, tipografo, Giovanni Giacalone, straccivendolo, Romeo Guglielmetti, falegname, Amedo Lattanzi, giornalaio, Luigi Marsano, saldatore elettrico, Guido Mirolli, oste e Giovanni Veronelli, falegname, vennero condotti al forte di San Martino per essere fucilati. Il tenente dei carabinieri Giuseppe Avezzano Comes e il plotone ai suoi ordini si ribellarono con straordinario coraggio all’ordine illegittimo. Gli antifascisti vennero barbaramente massacrati dagli ufficiali della GNR e nazisti presenti.

La mattina del 14 gennaio del 1944, nel piazzale antistante il Forte di San Martino, gli otto antifascisti che nella notte erano stati prelevati dal carcere di Marassi e processati sommariamente dal Tribunale Militare, furono uccisi dai nazifascisti per rappresaglia in seguito all’attentato compiuto la sera prima in via Venti Settembre da una squadra dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP), ai danni di due ufficiali tedeschi, uno dei quali rimase ucciso. Gli otto, estranei all’accaduto perché arrestati in precedenza ed in circostanze diverse come cospiratori, vennero uccisi da alcuni ufficiali nazisti e della guardia nazionale repubblicana (GNR), dopo che il plotone dei Carabinieri agli ordini del Tenente Giuseppe Avezzano Comes, incaricato dell’esecuzione, si era rifiutato di aprire il fuoco su di loro non riconoscendo la legittimità dell’ordine, di chi lo impartiva e del tribunale che lo aveva emesso.

Alla cerimonia di commemorazione, oltre ai rappresentanti delle istituzioni genovesi e Liguri, hanno partecipato il presidente dell’ILSREC Giacomo Ronzitti e Serena Sassolini, presidente del Consiglio comunale di Sesto Fiorentino, comune di cui era originario uno degli uccisi, Giovanni Veronelli e Comandante Provinciale dei Carabinieri Generale di Brigata Gerardo Petitto. A svolgere l’orazione, Francesco Cozzi.

«Settantanove anni fa in questo luogo sono accaduti fatti terribili, che testimoniano un periodo buio della nostra storia. Fatti di cui dobbiamo tenere viva la memoria e trasmetterla alle giovani generazioni, insieme ai valori della libertà e della democrazia che devono essere custoditi e mai dati per scontati». Così l’assessore Matteo Campora, ricordando l’eccidio ai Forti di San Giuliano e San Martino del quale ricorre il 79° anniversario.

«Non bisogna mai dimenticare le lezioni, anche le più terribili della storia, perché – ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale Armando Sanna – solamente il costante esercizio della memoria rappresenta il vero antidoto alla tirannia e alla violenza ed è la via maestra per rafforzare ogni giorno la difesa della pace, della libertà e della democrazia. E’ un compito – prosegue – che dobbiamo assolvere per i nostri giovani, che saranno gli uomini di domani».

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