Oggi a Genova 

La scomparsa della genovese Rosa Bechere, gli ex vicini di casa indagati per omicidio e occultamento di cadavere

Il compagno, qualche mese fa, era stato arrestato per l’omicidio di un altro vicino di casa che era stato bruciato vivo. Ma all’origine della scomparsa della donna non ci sarebbe un regolamento di conti. Secondo la Procura, la coppia ora indagata avrebbe agito per impossessarsi del reddito di cittadinanza della donna

La sessantene invalida, un tempo cuoca, da tempo viveva a Olbia, in Sardegna.

Quando il compagno era stato arrestato, a badare a Rosa Maria Luisa Bechere sono stati proprio i due, una quarantaduenne e il suo compagno di 49 anni. L’invalida, secondo le indagini dei Carabinieri, sarebbe stata prima vittima di una somministrazione di farmaci impropri che le avevano limitato le capacità cognitive e l’avevano addirittura costretta al ricovero in ospedale poi, dal 26 novembre scorso, è sparita. Nel mirino, anche in questo caso, ci sono i due ex vicini. La sparizione di Rosa Maria Luisa Bechere era stata segnalata dai Servizi sociali e dallo stesso compagno, dal carcere.

L’ipotesi della Procura di Tempio Pausania è che i due vicini si sia impossessata delle carte Bancoposta e Postepey su cui veniva caricato il reddito di cittadinanza e attraverso le quali avrebbero potuto mettere le mani anche sul rimborso Inps di 10mila euro accreditato sul conto.

Il sostituto procuratore Daniele Rosa, che coordina le indagini, ha messo sotto sequestro tre case: quella della donna scomparsa e quelle dei due vicini.

La Nuova Sardegna scrive che la coppia assistita dal difensore di fiducia, l’avvocato Pietro Fresu, saranno interrogati il prossimo 19 gennaio nella caserma dei carabinieri di Olbia.

Intanto si cerca il cadavere della donna che secondo i Carabinieri non sarebbe semplicemente scomparsa, ma sarebbe stata uccisa.

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