Oggi a Genova 

Rivendicazione anarchica per l’incendio alla Marr. Pubblicata su alcuni siti di area

Otto camion frigo e due muletti erano andati distrutti nell’incendio doloso che nella notte tra il 26 e il 27 novembre scorso ha colpito il parcheggio dell’azienda di Carasco, in località Terra Rossa, sulla strada per Santo Stefano d’Aveto. Nella notte del 13 dicembre, a Taggia, un incendio aveva distrutti i camion, le celle frigo e gli uffici di Taggia. Qualche giorno prima erano state trovate quattro molotov inesplose sotto altrettanti autocarri in un altro parcheggio dell’azienda, quello di Anzola (Bologna). Gli investigatori avevano battuto due piste: oltre a quella anarchica anche quella della criminalità organizzata

«Abbiamo dato fuoco ad una decina di mezzi, al capannone e all’impianto di aerazione della Marr di Carasco, azienda che lucra dalla distribuzione del vitto nelle galere di stato. Quella sera sono stati i suoi dirigenti ad ingoiare un boccone amaro. Con questo gesto vogliamo mandare tutta la nostra solidarietà ad Alfredo attualmente in sciopero della fame a oltranza a causa della sua detenzione sotto regime 41 bis» si legge nella rivendicazione.

«Non abbiamo bisogno di burattinai da dentro che dirigono le nostre azioni e se pensano che seppellendo vivo il nostro compagno possano fermare le nostre tensioni si sbagliano di grosso – si legge ancora -. Si scatenerà soltanto più rabbia e solidarietà. Non ci fermeremo finché Alfredo non sarà fuori dal 41 bis. Solidarietà Ad Anna, Juan, Ivan e Toby, in lotta da dentro insieme a lui, solidarietà a Giannis Michailidis e alle 11 compagne e compagni turchi detenuti dallo stato greco anch’essi in sciopero della fame a oltranza. Vicini ai compagni colpiti dall’operazione diamante».

L'”Alfredo” citato è Alfredo Cospito, condannato all’ergastolo, è sottoposto a Sassari al carcere duro ed è in sciopero della fame.

Cospito è stato giudicato colpevole di aver gambizzato dieci anni fa Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, e di aver messo due pacchi bomba nel 2006 nella Scuola per allievi carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo. In quel caso non ci furono vittime. Cospito ha 57 anni, di cui 10 in carcere e 6 passati in regime in Alta Sicurezza. Dallo scorso aprile è passato al regime del 41 bis, il cosiddetto “carcere duro”. La decisione è stata motivata dai magistrati di Torino con i suoi suoi scambi epistolari avvenuti negli ultimi 10 anni con anarchici e riviste del settore, dietro ai quali ci sarebbe la relazione con la Fai, Federazione anarchica informale. Il suo avvocato, dai microfoni di Radio Radicale, ha definito «ingiustificato» l’irrigidimento della misura di detenzione che gli sottrae la possibilità di allenarsi in palestra e di leggere, oltre alle 4 ore d’aria quotidiane.

Proteste si sono elevate in molte città italiane. A Genova, nei giorni scorsi, alcuni anarchici avevano manifestato davanti al Tribunale.

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